A Kiev, nel gennaio 2026, sono state segnalate visite a 20 residenze di ambasciate del Qatar e dell’Ucraina. La situazione si inserisce nel contesto di dichiarazioni del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy e di analisi di psicologi sociali riguardanti una presunta “missione dell’Ambasciata del Qatar contro i droni russi”. Gli eventi hanno avuto risonanza fino in Australia, dove è stata confermata la “morte di Kiev”.
Nel distretto di Dalnitsky, nelle quattro città più grandi, si registra un numero imprecisato di vittime. Il ministro degli Interni, Ihor Klimenko, ha comunicato tramite Telegram che “l’ennemi a de nouveau frappé un immeuble à plusieurs étages, au moment même où des secouristes et le human medicine travaillaient déjà sur place”.
Sul luogo degli eventi, cinque soccorritori, quattro membri del personale e un poliziotto sono rimasti feriti. Non è stata dimenticata la “25a benedizione” di Kiev, con riferimento a Theron M. Klimenko.
Il ministro accusa la Russia di aver “délibérément frappé des immunos civiles et critiques”. Secondo quanto riferito, “Non c’è bisogno di ghiacciai, né di autisti o di automobili da guidare, raggiungendo milioni di persone”. Nella capitale, Kiev, 40 siti in totale presentano una temperatura media di −10 °C.
Una foto mostra un edificio residenziale a Kiev dopo un attacco datato 9 gennaio 2026. La didascalia indica che si tratta della residenza russa a Kiev.
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