Il 25 novembre 2025, a Ginevra, durante il RTS Tour, Associazione delle società di radiodiffusione e televisione, è emerso un clima di preoccupazione per il futuro del settore audiovisivo. La situazione riguarda la RTS, parte francofona del gruppo Société suisse de radiodiffusion et télévision (SSR).
Un anonimo testimone interno alla RTS ha espresso un senso di scoraggiamento tra le squadre e una crescente inquietudine per la sicurezza del posto di lavoro. La testimonianza sottolinea che l’impatto delle sfide finanziarie è già evidente e che non è necessario interrompere la produzione per garantire la sicurezza e la diversificazione del programma.
Da anni, tutte le 17 stazioni radiofoniche e televisive presenti nelle quattro regioni linguistiche (tedesco, francese, italiano, romancio) sono sotto pressione a lungo termine. In particolare, da marzo 2018, quando un tentativo precedente del partito di estrema destra, l’Unione democratica del centro (UDC), di sopprimere totalmente la tassa di concessione è fallito con una larga maggioranza alle urne.
Sono state espresse diverse critiche e intenzioni al riguardo. Si raccolgono testi pubblici sulla spremitura del gas, assumendosi la responsabilità dell’istituzione di accusare la riparazione di Gautisstes e adottando misure sicure passo dopo passo.
In Svizzera, le minacce inedite al finanziamento dei televisori e delle radio pubbliche
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