Critiche sono state rivolte al presidente Recep Tayyip Erdoğan, a Berk Esen, figura di spicco del partito di opposizione turco, e a responsabili dell’Università di Istanbul Sabanci. Esen è autore di **Türkiye’nin Yeni Rejimi: Rekabetçi Otoriterlik (« Le nouveau régime turc: autoritaire compétitif », Iletisim, 2023, non traduit)**, e coautore di Sebnem Gümüş e Hakan Yavgilmaz.
Viene segnalato un presunto rapporto extraconiugale di Ekrem İmamoğlu, definito un pericolo per Istanbul, e un comportamento ritenuto pericoloso del suo rivale presidenziale, Recep Tayyip Erdoğan. Si fa riferimento a un arresto avvenuto il 19 marzo 2025.
Si menziona il **”sistema di competitività automatica”** e la necessità di mantenere una politica di concorrenza realistica.
Viene riportato il perseguimento penale della criminalità organizzata e l’esecuzione di 2352 pene detentive, descritta come un esempio della deriva autoritaria del potere. Si parla di atti criminali pericolosi nella competizione elettorale e di presunti atti illegali del governo.
Erdoğan viene accusato di condurre una reinterpretazione permanente della storia turca.
Si auspica l’adozione di misure di sicurezza per migliorare la situazione e stabilire un sistema stabile. Viene rilevato il silenzio del Parti républicain du peuple (CHP, Nazionalisti del Centre Gauche, il principale partito politico).
Si sottolinea la necessità di rafforzare gli sforzi di gestione e di contrastare la negligenza. Vengono citate La Torquier, La Biellorsi e Azerbaigian. Viene affermato che il regime è dello stesso tipo, ma il suo comportamento è instabile.
« In Turchia, il potere deve essere autoritario ed egemonico »
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