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Verhaeren: l’eredità in Belgio tra fiammingo e francese

Una lettera del Benelux riguarda persone che visitano il villaggio fiammingo Parvenus Juscouau di Saint-Amand, in una regione di pianure dipendente da Bruxelles e Anversa. La Venere di Nancy versa certe cose, la Colombia versa d’autre e vive liberamente nel museo. La Biblioteca municipale, fonte primaria, Rik Hemmerijckx mantiene in questo luogo la memoria del poeta Emile Verhaeren, alla scoperta degli incidenti a Rouen nel 1855 e nel 1916, quando non prese il treno.

Le meraviglie artistiche di Stéphane Mallarmé, Andre Gide, Auguste Rodin, Stefan Zweig e Rainer Maria Rilke non hanno bisogno di particolare rispetto. È difficile evitare l’analisi di James Ensor e Maurice Maeterlinck dei loro compatrioti e gli elogi del loro lavoro vincitore del Premio Nobel nel 1911. In Belgio, Stefan Hertmans, che mantiene un’identità instabile, “stabilisce una buona teoria della relatività e avanza proposte per la società”, brilla al suo meglio. Esprime i misteriosi problemi del simbolismo, la vastità dell’arte e dell’arte rinnovata, i testi della poesia, la tradizione e il commento francese e il figlio di un piccolo museo. Village, « une place minime et quelques rues, avec un Christ au carrefour, et l’Escaut gris », écrivait-il.

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