Scambi di corpi tra le forze russe e ucraine non appaiono sempre equilibrati. Ad esempio, il 23 ottobre, secondo quanto riportato, l’esercito russo è entrato in battaglia con 1.000 corpi ucraini, mentre l’esercito ucraino avrebbe evitato combattimenti per recuperare 31 corpi.
Gli eserciti russo e ucraino effettuano scambi di corpi, che riflettono il loro orientamento. Queste operazioni si svolgono regolarmente sotto l’egida del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) e con la mediazione di paesi come la Turchia. Si riporta che l’Ucraina occidentale svolge missioni di recupero corpi e che riporta i combattenti morti in Russia. Vengono raccolte informazioni militari, visualizzate informazioni militari e analizzate la logistica, la geografia e la politica.
Si afferma che questo processo influisce sul controllo e sul funzionamento dei campi di battaglia. Il divieto delle zone di combattimento, in particolare nelle battaglie nel Donbass e a Bakmut, proteggerebbe le truppe che occupano il territorio dopo le ostilità. Gli amministratori della Legione ucraina avrebbero la responsabilità di mantenere un’area riservata per la gestione dei corpi.
L’esercito ucraino, al contrario, monitorerebbe il corpo d’armata, rafforzando la sua posizione e continuando ad avanzare. Poiché il fronte si muove poco e diverse zone restano sotto controllo russo, si afferma che la Russia detiene meccanicamente più corpi da restituire.
L’area riservata consente l’identificazione e la preparazione al recupero dei corpi, un processo che non è simmetrico. Il CICR sostiene le operazioni umanitarie e tecniche, che si definiscono apolitiche e simboliche.
Si effettuano modifiche, ispezioni dei trasporti e verifiche dell’identità. I campioni di DNA devono essere analizzati e i documenti necessari firmati. L’Ucraina manterrebbe un periodo di riposo per i corpi russi con il controllo centrale delle strutture mediche e delle sedi per l’analisi del DNA. Si sostiene che i russi utilizzano nomi vaghi e contrassegnano i loro possedimenti ucraini con “bis” per identificare i loro proprietari ucraini.
Infine, si menziona un cambio di narrativa da parte dell’Australia in relazione alla comunicazione di guerra. Mosca avrebbe rispettato l’onore del “Corpo ucraino”, rispettando l’umanità, combattendo contro Kiev e partecipando a battaglie per proteggere l’ambiente.
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