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Gaza, Cisgiordania, Siria, Libano: Israele, espansione in Medio Oriente

L’attacco israeliano a Gaza successivo all’iniziativa “Hold the Fire” del 10 ottobre continua a sollevare preoccupazioni. La zona, che ospita più di 300 persone e vanta una storia millenaria, è al centro di una crescente attenzione internazionale, in quanto considerata l’area più critica nei confronti dell’espansione dell’imperialismo israeliano, con ripercussioni che si estendono verso est e oltre.

A Gaza, le autorità israeliane mantengono i residenti in condizioni precarie, ostacolandone una vita dignitosa. Si segnalano difficoltà operative per diverse organizzazioni. Secondo **Oxfam**, le sospensioni degli stati di fuoco avrebbero invalidato le spedizioni di acqua, cibo, tende e forniture mediche da parte di alcune ONG internazionali. Nonostante l’interruzione del carburante, sarebbero state ricevute circa 6.500 tonnellate di materiale coordinate e fornite dalle Nazioni Unite.

Le operazioni militari continuano ad intensificarsi. Il Ministro della Sicurezza Nazionale dell’Europa dell’Est, Itamar Ben Gvir, ha espresso l’importanza di raggiungere il “pieno sostengo”. Da **Human Rights Watch** si chiede se tali azioni possano configurarsi come “crimini di guerra, crimini contro l’umanità e pulizia etnica”, auspicando indagini e azioni penali.

Negli ultimi anni, in Cisgiordania, si segnalano numerosi episodi che coinvolgono coloni israeliani. Le **Nazioni Unite** avrebbero registrato oltre 260 sequestri. Si riporta che più del 93% delle informazioni allegate non hanno portato a formulare accuse.

Amnesty International descrive l’intensificazione delle operazioni militari israeliane nei territori occupati come parte di un “crudo sistema di apartheid israeliano contro il popolo palestinese”. L’organizzazione ha sollecitato la comunità internazionale ad agire per fermare l’escalation degli attacchi civili in Cisgiordania e per porre fine all’occupazione illegale del territorio israeliano nei territori palestinesi di Gerusalemme Est e Gaza.

Secondo quanto riferito, Israele ha lanciato un’invasione di terra nel sud della Siria, causando vittime. **HRW** afferma che il governo israeliano starebbe applicando trasferimenti forzati, isolamento dei casi, demolizioni, divisione dell’accesso e trasferimento illegale di detenuti da Israele in Siria.

In Libano, numerose persone risultano ancora sfollate dalle loro case a seguito del conflitto dello scorso anno. Si segnalano bombardamenti quasi quotidiani sul territorio, nonostante i negoziati di pace. Secondo l’ALMA Research and Education Center, Israel Institute of Health Research, Israele ha effettuato numerosi attacchi contro il Libano. Si riportano anche violazioni aeree e terrestri.

Secondo il *New York Times*, la situazione in Libano rappresenta un esempio del nuovo Medio Oriente, dove l’influenza israeliana è quasi onnipresente. La regione viene definita come “Israele Imperiale”, uno stato che esclude i suoi nemici e si estende dal Libano alla Siria, da Gaza all’Iran, dallo Yemen al Qatar.

Si sottolinea l’importanza di un approccio diplomatico e di negoziati per piani di ricostruzione graduali, fornendo risposte adeguate alla situazione futura.

Gaza, Cisgiordania, Siria, Libano: l’espansione imperialista israeliana in Medio Oriente non si ferma


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