L’Ordine dei giornalisti ricorda le vittime di terrorismo

Incontro in memoria dei giornalisti uccisi dalla mafia o vittime di intimidazioni

L’ordine dei giornalisti ha voluto ricordare, in onore dei suoi 70 anni di attività, 31 giornalisti (tra cui Giuseppe Impastato, Walter Tobagi, Carlo Casalegno, Antonio Russo, Simone Camilli, Dario D’Angelo, Graziella De Palo, Maria Grazia Cutuli, Ilaria Alpi) che sono state vittime di terrorismo sono stati uccisi dalla mafia per il loro “lavoro” di divulgazione di verità scomode, di stermini, guerre non dichiarate, barbarie e atrocità di ogni genere.

Presente all’incontro, svoltosi a Palazzo del Quirinale e condotto da Valentina Cervi, anche il presidente della Repubblica Mattarella che, dopo aver deposto una corona di fiori in via Caetani davanti alla lapide in memoria di Aldo Moro, ha sostenuto “Le cifre di questi tragici eventi sono impressionanti: quasi 400 vittime per il terrorismo interno, ai quali vanno aggiunti i caduti per il più recente fenomeno di terrorismo internazionale. Tra di loro appartenenti alle forze dell’ordine, magistrati, militari, uomini politici, attivisti, manager e sindacalisti, giornalisti, ignari passanti, tra cui donne e bambini. Tutti erano in pericolo, nessuno fu risparmiato. Ciascuno di loro fa parte, a pieno titolo, della storia repubblicana”.

Attualmente si contano 250 giornalisti sotto vigilanza, di cui 22 sotto scorta, a causa di atti intimidatori riconducibili principalmente a contesti socio-politici locali.

Nel primo trimestre di quest’anno si registra un decremento del circa 36% rispetto allo stesso periodo del 2022. Dati questi che sono assolutamente positivi, anche se, come ha sostenuto il Prefetto Vittorio Rizzi nel corso di un incontro dell’Organismo permanente di supporto al Centro di coordinamento per le attività di monitoraggio, scambio e analisi di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori, è bene “non abbassare la guardia”. In base ai dati raccolti, inoltre, la Lombardia risulta essere la regione dove si registra il maggior numero di atti intimidatori conto i giornalisti.

Nel corso della riunione, Nello Scavo e Paolo Berizzi hanno riportato l’attenzione sull’importanza di denunciare tempestivamente per favorire maggiormente il lavoro di ricerca dei responsabili da parte delle autorità.

Inoltre, il vicepresidente Baiguini ha sottolineato come il protocollo sottoscritto con il Cnog possa favorire la sicurezza dei colleghi “per lo più cronisti di provincia che quando intervengono su fatti di cronaca spesso sono fatti oggetto di aggressioni e intimidazioni, che talvolta non vengono neppure denunciate”.

Autore

2023-05-26

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *