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Giornata Nazionale della Psicologia: a teatro per parlare di disturbi alimentari

È stata una serata intensa quella di mercoledì 11 ottobre, inserita nell’ambito delle Settimane del Benessere Psicologico, dal tema “Prevenire e gestire il conflitto e la violenza”, come prolungamento della giornata mondiale della salute mentale.
Appuntamento al Teatro di Sa Manifattura, in Viale Regina Margherita 33 a Cagliari, dove a partire dalle 19.30 è andato in scena uno spettacolo molto coinvolgente, dal titolo “AYCE”, acronimo di ‘All you can eat’, diretto da Chiara Murru. Una formula originale per richiamare l’attenzione sul tema dei disturbi alimentari, che coinvolge circa due milioni di adolescenti.

Alle 18.30, un ricco buffet ha riunito i presenti, di cui la maggioranza psicologhe/i e psicoterapeute/i.

Equità sociale per i bisogni psicologici’: questa la tematica della Giornata Nazionale della Psicologia 2023. Ebbene, secondo la Presidente dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Sardegna, Angela Quaquero, la strada da fare è ancora tanta per raggiungere tale virtù.


Lo spettacolo, scritto e interpretato dall’attrice e performer Agnese Fois, nasce dalla sua diretta esperienza come volontaria nel reparto di Neuropsichiatria Infantile di Cagliari.
La storia percorre le emozioni della giovane Panchita – un’adolescente bulimica, autoironica ma tanto fragile – e i suoi rapporti con i coetanei all’interno del reparto, per “una riflessione schietta sul rapporto con il proprio corpo e del proprio corpo con gli altri, sulla fame inesauribile e sulle fragilità”.


Prodotto dal Teatro di Sardegna, con cui la Fois collabora da anni, lo spettacolo si è guadagnato la semifinale al Premio Scenario 2019 e la finale al Teatro Argentina di Roma.


Ad esibizione conclusa, un approfondimento moderato dalla Quaquero, in cui hanno preso parte Agnese Fois e la giornalista Maruska Albertazzi, esperta e divulgatrice di problematiche legate ai disturbi alimentari ed autrice del documentario Hangry Butterflies, #larinascitadellefarfalle. Quest’ultimo, registrato nel 2018, espone una visione assolutamente positiva dei social media, così come erano visti allora dall’Albertazzi, la quale spiega come la situazione sia completamente mutata da quell’anno ad oggi.


Rispetto a qualche anno fa è emersa, infatti, una spettacolarizzazione del dolore. Prima i social erano più produttivi: non c’era il desiderio di mostrarsi, bensì di confrontarsi; secondo Maruska, infatti, al giorno d’oggi “chi soffre di questi disturbi non fa altro che nutrire la malattia esponendola sui social, in particolar modo su TikTok, a caccia di like: la malattia diventa così la loro identità”. La giornalista sottolinea il valoroso ruolo dei genitori in questo faticoso percorso, per un discorso produttivo e degno di nota.


Si è parlato anche della sostanziale differenza tra anoressia nervosa e bulimia: la prima ha un forte impatto sul carattere della persona e lo sa bene Maruska che ne ha sofferto all’età di soli 13 anni; “se l’anoressia viene intercettata, più o meno, nell’immediato, la bulimia spesso rimane nascosta e non vissuta con lo stesso impatto”. Del resto, “i disturbi alimentari sono ancora troppo sottovalutati” afferma dispiaciuta Agnese Fois: per l’attrice, interpretare il ruolo di Panchita è stato “liberatorio”, in quanto, oltre a permetterle di mettere in piazza uno spaccato del suo vissuto, è stato anche un modo di rivendicare il suo corpo che, racconta, è sempre stato oggetto di discussione, per essere – agli occhi di alcuni – non conforme agli standard.

L’evento ha riscosso grande successo, coinvolgendo i presenti, a partire dalle emozioni vissute durante lo spettacolo sino alle storie di Agnese e Maruska, alle quali va un sincero ringraziamento per l’autenticità, naturalezza e lieve ironia con cui si sono raccontate al pubblico.

Agnese Fois
Foto di Gigi Murru

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