Gregory “Greg” Bovino, 55 anni, è diventato una figura di rilievo mondiale a seguito di un video virale che lo ritraeva a Minneapolis durante un raid di immigrazione. Il video, che mostra Bovino con un lungo cappotto verde oliva e bottoni dorati, ha suscitato reazioni in Europa, in particolare in Germania, dove la sua estetica è stata associata a richiami autoritari e iconografia fascista e nazista. L’evento ha trasformato Bovino, fino ad allora un impiegato federale conosciuto a livello locale, in un simbolo internazionale della politica americana sull’immigrazione.
Bovino è cresciuto a Blowing Rock, in Carolina del Nord, in un ambiente comunitario conservatore con forti valori religiosi. Durante gli anni scolastici ha praticato il wrestling. La storia della sua famiglia include origini italiane: suo nonno, Vincenzo, era figlio di un minatore calabrese emigrato negli Stati Uniti nel 1909.
Un evento traumatico ha segnato l’adolescenza di Bovino. Nel 1981, suo padre, Michele Bovino, fu coinvolto in un incidente stradale in stato di ebbrezza in cui una giovane donna perse la vita e il marito rimase gravemente ferito. Il padre patteggiò, scontò una pena detentiva e perse il suo studio legale.
Bovino ha affermato di aver deciso di entrare nella polizia di frontiera dopo aver visto il film “The Border”. Si è arruolato nel 1996, dopo aver studiato protezione delle risorse naturali e pubblica amministrazione. La sua carriera si è sviluppata principalmente lungo il confine sud-occidentale della California, dove ha ricoperto il ruolo di capo della divisione El Centro. In questo periodo, Bovino ha mostrato interesse per la visibilità mediatica, organizzando operazioni con la stampa e rilasciando interviste. Ha avuto problemi disciplinari relativi all’uso dei social media e critiche per post ritenuti “troppo politici”.
Con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, Bovino ha assunto un ruolo di maggiore rilievo, diventando il volto della narrativa sull’immigrazione. Ha adottato apertamente una figura polarizzante, definendosi “Il Gran Comandante” e guidando raid in città lontane dal confine. L’abbigliamento di Bovino durante il raid di Minneapolis, incluso il cappotto, è stato interpretato come una costruzione del personaggio.
Greg Bovino è un italoamericano anti-immigrati
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