ROMA (ITALPRESS) – Un’indagine della CNA rivela che per le micro e piccole imprese italiane l’intelligenza artificiale (AI) rappresenta un’opportunità piuttosto che una minaccia, offrendo strumenti per aumentare la competitività, ridurre gli errori e risparmiare tempo. Lo studio ha coinvolto oltre 2.500 aziende.
Secondo l’indagine, il 35,6% del campione utilizza l’AI, con il 16,4% che si avvale di uno strumento e il 19,2% che ne utilizza almeno due. Un precedente sondaggio, condotto 18 mesi prima e limitato alle industrie manifatturiere, aveva rilevato un utilizzo dell’AI da parte del solo 5,2% delle aziende.
L’indagine attuale evidenzia un aumento della conoscenza e dell’interesse verso l’AI, con il 27% degli intervistati che dichiara di avere una conoscenza buona o ottima dell’IA, e oltre il 57% che esprime un giudizio favorevole, rispetto al 44% della rilevazione precedente. Solo il 12,4% ha espresso un giudizio negativo.
L’indagine mostra che le opinioni positive sull’AI sono più diffuse tra i giovani (oltre il 70% sotto i 30 anni), ma anche tra gli imprenditori più anziani si riscontra una maggioranza di pareri positivi: quasi il 54% tra i 50 e i 70 anni e il 52,2% sopra i 70 anni.
Gli strumenti di intelligenza artificiale vengono percepiti come soluzioni in grado di snellire le attività, liberare tempo e ridurre la routine. Il risparmio di tempo è considerato il principale vantaggio per l’83,1% del campione, mentre la riduzione degli errori e l’eliminazione delle attività ripetitive sono citate rispettivamente dal 36% e dal 35%. **Più di un’azienda su quattro ritiene di aver dimostrato un miglioramento della competitività** e il 23,7% ha introdotto innovazioni di prodotto e di processo.
L’indagine ha identificato gli ostacoli all’adozione dell’intelligenza artificiale, tra cui la difficoltà nel comprendere l’utilità dell’AI (56,7%) e la carenza di competenze interne (40,3%). Le barriere finanziarie (18,2%), le preoccupazioni sulla sicurezza dei dati (17,5%) e l’integrazione con i sistemi esistenti (17,3%) sono considerate barriere di secondo livello.
Al contrario, la mancanza di infrastrutture adeguate (7,9%), la resistenza del personale (8,2%) e l’incertezza sui tempi di reclutamento sono considerate problematiche minori. C’è una forte richiesta di sostegno da parte degli imprenditori. Il 70,5% richiede attività di formazione e oltre il 50% apprezza il supporto per consulenze individuali e vantaggi finanziari.
“L’utilizzo dell’intelligenza artificiale è in forte espansione – afferma il presidente di CNA Dario Costantini – confermando che le nostre aziende sono aperte alle nuove tecnologie. Più di una persona su tre utilizza l’intelligenza artificiale e un ulteriore 15% valuta l’implementazione dell’intelligenza artificiale. Da sottolineare l’atteggiamento positivo nei confronti dell’IA anche tra la maggioranza degli imprenditori più anziani”.
Il 35,6% delle PMI utilizza l’intelligenza artificiale, il sentiment è positivo
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