SA PANEDDA PINTÀ: LA PRIMA IAD DEL FATU IN DOMO IN SARDEGNA


di Federico Locci

Oliena. Apre Sa Panedda Pintà, la prima impresa domestica di produzioni agroalimentari tipiche, targata Fatu in domo.

Il progetto di sviluppo di una rete di laboratori domestici, ideato e promosso dall’associazione culturale e di promozione sociale Sa Mata che ha come obiettivo quello di offrire occasioni di auto imprenditorialità grazie, anche, allo strumento del microcredito.

Sinergia, rete e inclusione, sono queste le parole chiave che animano la rivoluzionaria iniziativa denominata “Fatu in domo” volta a tutelare il territorio, l’ambiente, la salute dei prodotti agroalimentari d’eccellenza, attraverso la partecipazione attiva e il coinvolgimento delle comunità per lo sviluppo di una rete di microimprese domestiche agroalimentari (IAD).

Si chiama Denise Scano, la nuova imprenditrice che ad Oliena, dopo aver beneficiato del microcredito di 25 mila euro ha potuto realizzare il suo sogno.

Madre di 3 figli, 40 anni, un diploma da informatico, con una passione per la cucina. Sa Panedda Pintà nasce dalla passione per tutto ciò che è tradizione, dalla passione che un giorno, per caso, a casa di sua suocera la vede lavorare un impasto morbido, liscio e molto profumato, e se ne innamora.

È l’inizio di un sogno che, piano piano, insieme al marito e ai figli, Denise, riesce finalmente a realizzare. Sa Panedda Pintà, piccolo laboratorio domestico a conduzione familiare, vuole unire la tradizione degli impasti delle nonne e delle zie a quelli più innovativi, creati dalle loro mani, in tanti anni di prove e di studio. In questo laboratorio, infatti, si produce la classica “panedda” di Oliena, anche nelle sue varianti integrali e senza lattosio.

Inoltre si produce la tanto amata “hasadinas salia” e le buonissime focaccine salate, condite con tutti gli odori e profumi del Supramonte.

Anima dell’iniziativa l’antropologa, nonché Presidente dell’associazione culturale Sa Mata, Veronica Matta che da gennaio scorso, in collaborazione con le amministrazioni comunali, porta avanti con determinazione una piccola – grande rivoluzione.

Un progetto contro lo spopolamento utile anche per far emergere il sommerso, e per creare una base produttiva con il marchio Fatu in domo, con disciplinari che garantiscano qualità e identità dei prodotti fatti in casa.

Dietro il progetto Fatu in domo, una grande umiltà d’ascolto verso i giovani, i disoccupati, i pensionati, le casalinghe, i quali, se adeguatamente assistiti, formati e spronati, possono finalmente, conquistare una dignità sociale e lavorativa, trasformando un hobby in una realtà imprenditoriale.

Siamo molto contenti per la nostra concittadina – dichiara il Sindaco Bastiano Congiu – e ci riempie di orgoglio il successo del Fatu in domo, promosso e supportato dal Comune di Oliena. Speriamo possa essere d’esempio per tante altre persone in particolare i giovani e tutti coloro che vogliono venire fuori dall’anonimato e mettersi in gioco. Oggi aprire nuove imprese perseguendo le proprie passioni, dietro le quali si celano tradizioni e saperi olianesi tramandati nei secoli, crediamo possa essere un buon metodo di sviluppo e valorizzazione dei tanti prodotti agroalimentari del territorio.

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