L’ESSERE UMANO STA UCCIDENDO IL PIANETA

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Di Michela Vargiu

Sono drastici i dati presentati negli ultimi anni, organismi come l’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite), l’IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico), SSA (Servizi sicurezza ambiente) etc… [1], parlano di come nel giro di pochi anni la Terra potrebbe diventare un posto invivibile per via del surriscaldamento climatico.

Adesso serve l’aiuto di tutti! Un grandissimo contributo è dato dall’attivista Greta Thunberg che nel giro di 3 anni è riuscita a coinvolgere i giovani a trattare tematiche importanti per l’ecosistema, come il cambiamento climatico, offrendo soluzioni ad esso. La ragazza di soli 18 anni è conosciuta per lo slogan Skolstrejk för klimatet” (Sciopero della scuola per il clima), utilizzato nei suoi scioperi per protestare contro il governo svedese verso la riduzione di anidride carbonica, iniziando all’età di 15 anni; ad oggi siamo a 162 weekend di sciopero, Greta è il volto del cambiamento, la speranza che giovani e adulti riducano l’inquinamento e inizino a vedere il pianeta come un posto da tenere in vita.

In Italia danno un forte contributo gli influencer che aiutano le persone a trovare delle soluzioni più ecosostenibili, come l’utilizzo di materiali che non presentino plastica o qualsiasi altra cosa non degradabile. Per questo il commercio sta iniziando a diminuire la produzione di plastica, offrendo sostituti come la carta. Provare a comprare nei negozi dell’usato, dando una seconda possibilità ai capi o quello che il commercio offre. Nel nostro piccolo si può fare tanto, perché anche solo una busta di plastica può fare del male, può uccidere un animale. Evitiamo che accada. Proteggiamo il pianeta in cui viviamo. Cerchiamo di esserne i custodi. Anche Papa Francesco si è schierato con discorsi ed encicliche a favore del clima, dell’Amazzonia, del creato e contro la politica dell’usa e getta che sta portando alla distruzione del pianeta.

In Europa, la COP[2] (Conferenza delle Parti) che si occupa del cambiamento climatico, vede coinvolta anche l’Italia; l’evento ha già avuto luogo nel Regno Unito, dal 31 ottobre al 12 novembre, per trovare delle soluzioni affinché il riscaldamento globale rimanga sotto i 2 gradi centigradi.

La Sardegna essendo un’isola è a rischio inondazione per via dello scioglimento dei ghiacciai. Le coste basse, quelle che sono diventate un simbolo del turismo estivo per via delle bellissime spiagge, potrebbero sparire per sempre come presto accadrà a tante piccole isole sparse per il mondo. Inoltre, negli ultimi anni farsi il bagno al mare è diventato sempre più come farlo nell’acqua calda, le estati del 2019 e 2020 hanno raggiunto picchi di calore altissimi, e per di più le giornate cambiavano nel giro di poche ore, tutt’ora non si capisce come andrà a finire la giornata, gli sbalzi di temperatura sono costanti, così come le persone che si ammalano più facilmente. Non solo… l’aumento delle temperature può comportare ondate di calore tanto forti da provocare incendi, bruciando ettari ed ettari di foreste e macchia mediterranea. Questo comporterebbe una perdita troppo grande per l’isola. Gli abitanti della Sardegna come il resto delle persone nel mondo per evitare che tutto ciò accada, devono diminuire l’inquinamento, agendo al singolare, solo così si potrà fare la differenza, prendendosi cura del pianeta e dei suoi esseri viventi, migliorando le condizioni dell’aria, dell’acqua, della terra, e della vegetazione, che ci permettono di vivere in questo meraviglioso e unico pianeta.


[1] https://www.paying.green/it/trusted-organisations/

[2] https://www.treccani.it/magazine/atlante/geopolitica/COP26_per_invertire_rotta.html

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