Domenica 23 ottobre si è concluso alla Fiera di Cagliari, il Festival dell’Oriente 2022

Alcune considerazioni e i commenti delle persone che hanno partecipato all’evento

Per tutti e due i fine settimana (sabato 15, domenica 16, sabato 22 e domenica 23) si è registrata la massima partecipazione da parte del popolo sardo. Tantissime le persone che dopo una prima giornata sono tornate per un’ulteriore visita. Lo shopping, gli spettacoli e il cibo hanno conquistato i visitatori. C’è chi, all’entrata, ci spiega di essere tornato più volte per “rimmergersi in quel turbinio di suoni, colori e sapori” perché una sola volta non è bastata.

Tantissime, anche, le persone che hanno deciso di mettersi in gioco in prima persona e diventare parte integrante del Festival. È bastato indossare gli abiti thailandesi, giapponesi, cinesi e perfino coreani, messi a disposizione grazie alle tante attività organizzate. La vista di una madre e una figlia che provano il sari indiano ci porta ad arrestare il nostro giro per fermarci ad osservarle. Le espressioni del viso dicono tutto. La felicità di quel momento è evidente. Ci spiegano che: “È come vivere un sogno. Io e mia figlia siamo innamorate della cultura indiana. Poter indossare un vero abito tradizionale è emozionante”.

In giro per i Bazar, tra i profumi degli incensi e i colori degli stand i bambini corrono e si divertono, un po’ meno i genitori che li devono seguire per tutto il labirinto di bancarelle. Le file per acquistare i più svariati ninnoli e gioielli sono immense. Qualcuno si ferma solo per delle monete porta fortuna, giusto per portarsi qualcosa a casa come ricordo. Altri si lasciano incantare dalla bellezza delle lampade di sale e non riescono a fare a meno di portarsele via. “Non sapevo nemmeno cosa fosse, devo dire la verità. Però come l’ho vista… è bellissima non è vero?” ci dice una donna, dopo il suo fortunato acquisto, girandosi verso il marito che non mostra lo stesso entusiasmo.

A un certo punto attira la nostra attenzione una ragazza che si sta facendo fare un hennè. Ci racconta di aver visto, per caso, un video su internet di una donna che lo faceva per il suo matrimonio. Era rimasta incantata da questo tipo di arte tanto da guardare il video fino alla fine. “Non potevo non provarlo!” è stata la sua espressione finale.

Al padiglione de “le Mille e una notte” mentre lo spettacolo della danza del ventre rapisce tutti i passanti, delle risate attirano la nostra attenzione. Vicino alle statue dei dromedari, dei bambini stanno saltando ed esultando felici di salire in groppa all’animale. Notiamo i genitori che sorridono a vedere i figli tanto felici. Mentre la madre scatta le foto per ricordarsi del momento, il padre ci sussurra che: “Non capisco tutto questo entusiasmo. Sono finti e anche un po’ rovinati. Però loro (i bambini) sono impazziti quando li hanno visti”. Alla fine, tuttavia, non ha importanza la sua visione degli animali, ai figli rimarrà un bellissimo ricordo il loro “giro sul dromedario”.

A fine serata, quando ormai il Festival inizia a vedere la sua fine e le persone si avviano ai cancelli, si sentono vari commenti. Chi spera che il prossimo anno possa tornarci. Chi, nonostante si sia divertito, si lamenta dei prezzi, per i suoi gusti, troppo alti. Chi si dispiace perché non è riuscito a trovare posto in quel corso a cui voleva tanto partecipare.

“Perché secondo voi questo Festival ha attirato così tanta gente?” chiediamo a una coppia incontrata all’uscita. “Curiosità probabilmente. Anche se non è la prima volta che lo organizzano, siamo curiosi. Poter vedere qualcosa che probabilmente non vedrai mai. Non tutti hanno la possibilità di viaggiare fino in Cina o in Giappone. La cultura di quei posti è straordinaria e riesce ad attrarre tutti. Qui è a portata di mano.”

Per scoprire di più sul Festival dell’Oriente non perdere gli articoli precedenti dedicati all’evento:

FESTIVAL DELL’ORIENTE, UN CALEIDOSCOPIO DI SPETTACOLI, ESPERIENZE, ODORI E SAPORI

L’ORIENTE A POCHI PASSI DA NOI

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