Mamma, leggiamo una fiaba? Il libro di Biagio Arixi 

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Il 29 giugno si è svolta la presentazione in prima assoluta, alla Fondazione di Sardegna della prima di sette di fiabe. Parte del ricavato sarà destinato ai bambini vittime indirette dei femminicidi, orfani di madre uccisa e padre arrestato. 

In occasione dell’uscita della nuova opera dello scrittore e poeta originario di Villasor, già residente a Roma, Biagio Arixi, si è tenuta il 29 giugno alle ore 18.00 alla Fondazione di Sardegna a Cagliari la presentazione di Mamma, leggiamo una fiaba?, la prima di una raccolta di sette favole legate a un meraviglioso progetto: aiutare gli orfani speciali, vittime indirette dei femminicidi. 

L’uso dell’arte della fiaba, generalmente utilizzata e pensata per essere indirizzata ad un pubblico molto giovane ma che, in questo caso, viene utilizzata dall’autore per coinvolgere gli adulti in una problematica triste e di dura e attuale realtà come quella delle donne e madri uccise in quanto donne e degli orfani privati della fondamentale figura materna. 

La presentazione, attentamente curata da Cristian Mameli che si è occupato degli aspetti tecnici e della trasmissione in diretta live su Facebook:  https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=619377272486651&id=88574217916 , si apre con l’intervento di Alessandra Sorcinelli, moderatrice della serata, che illustra ed introduce brevemente il libro al pubblico in sala per poi passare la parola a Vincenzo Di Dino, presidente di A.R.K.A Eventi Culturali e organizzatore della 17° edizione del Festival Letterario & Solidale San Bartolomeo, che in primis ringrazia la Fondazione di Sardegna non solo per aver ospitato la serata ma anche per aver direttamente contribuito alla realizzazione del libro. Annuncia poi che per motivi di salute Biagio Arixi non ha potuto essere partecipe alla presentazione ma ha comunque inviato i suoi saluti e i migliori auguri. 


Saluti anche da parte delle autorità istituzionali attraverso messaggi: il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, l’assessora al Personale, Valeria Satta, l’assessore al Turismo, Gianni Chessa

Per sciogliere l’atmosfera prima di parlare del libro e del tema protagonista della serata, viene invitato sul palco il musicista e suonatore di launeddas Roberto Cangianu che si è esibito nel primo intervento musicale. Riprende la parola Vincenzo Di Dino che ci tiene a sottolineare come parte dei soldi ricavati dalle vendite del libro verranno destinati agli orfani che hanno perso le loro madri per colpa dell’ingiustificabile violenza che certi uomini, se così si possono definire, esercitano sulle donne che dicono di amare. Dopo ciò la parola passa all’avvocato Anna Maria Busia invitata ad essere partecipe alla presentazione sia perché la questione trattata è un tema a lei tanto caro, ma soprattutto in quanto redattrice di una legge, la 4/2018, che più hanno avuto impatto e importanza sulla situazione altamente delicata dei femminicidi in Italia. Infatti, dice l’avvocato, è doveroso ricordare come le cifre espongano una realtà paradossale che vede il tasso di omicidi scendere gradualmente ogni anno a discapito di un numero di femminicidi, ovvero omicidi dolosi e preterintenzionali ai danni di donne per motivi strettamente legati al genere, che rimane pressoché costante ogni anno. In uno scenario così triste e sconfortante, la legge prima menzionata e nata proprio in Sardegna in seguito ad un famoso caso avvenuto nel comune di Gavoi ai danni della trentasettenne Dina Dore, ha avuto un ruolo di fondamentale importanza per la tutela degli orfani di madre che grazie a questa norma possono godere di un patrocinio garantito a carico dello Stato per far fronte a certi casi nei quali questi minorenni non ricevevano alcun sostegno da parte dei padri o compagni delle madri incarcerati. Il miglior modo per fare giustizia in seguito ad un atto tanto disumano, per quanto possibile moralmente, è quello di garantire all’orfano la giusta tutela economica oltre che, naturalmente, alla pena più conforme per colui che ha privato un minore di una figura fondamentale nella vita di tutti gli esseri umani. 

Successivamente al prezioso intervento dell’avvocato viene data parola ad un altro gradito ospite della presentazione ovvero Paolo Montaldo, direttore editoriale della Casa Editrice “La Zattera” che si è occupato dell’edizione del libro, che ci tiene a rendere noto il sodalizio creatosi con l’autore e la scelta della fiaba come metodo narrativo. Infatti spiega Montaldo come aver lavorato con Biagio Arixi sia stato per lui un privilegio in quanto si è subito trovato in sintonia con lo scrittore soprattutto grazie alla sua impressionante capacità espressiva che ha reso questo rapporto lavorativo perfetto sotto ogni punto di vista. Aggiunge anche che ciò che più lo ha colpito è stata la totale separazione, operata dell’autore, dal proprio “Io” in favore del “Noi” attuata proprio attraverso l’uso della fiaba non in quanto racconto destinato ai bambini ma, come usava fare nell’antichità lo scrittore latino Fedro, come metodo di comunicazione per insegnare qualcosa di costruttivo alle persone mature. Ultimo, ma non meno importante, fattore che ha contribuito alla buona uscita di questa collaborazione, che si lega a quanto detto prima, è la profonda umiltà e umanità dell’autore che ha voluto dedicare la sua ultima opera proprio a tutti i bambini più sfortunati della Sardegna. 

Oltre alla parte scritta, un altro elemento fondamentale per la buona riuscita del libro è stato sicuramente l’uso di disegni che accompagnano soavemente la lettura e, a tal proposito, è intervenuta alla presentazione anche la fotografa e illustratrice Daniela Santoni che si è occupata non solo della parte puramente artistica ma anche dell’impaginazione. La disegnatrice ha tenuto a spiegare ai presenti il processo che ha portato alla scelta dell’estetica più adatta per rappresentare delle fiabe che portano con loro una tematica così forte; si è passato da un iniziale stile più “cattivo”, con un uso dei colori molto limitato ed un tratto abbastanza deciso, per poi arrivare ad un tipo di disegno, ammirabile sfogliando le pagine del libro, che si contraddistingue per un tratto più stilizzato e meno realistico con una fusione tra tecnica tradizionale e colorazione digitale. 

Nel dibattito sono intervenuti diversi partecipanti tra il pubblico, come Giuliano Marongiu (conduttore televisivo) e Francesco Birocchi (presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna). 

La presentazione si è conclusa in bellezza all’insegna dell’arte oratoria e musicale. Per primo è intervenuto Aldo Orrù che si è prestato magistralmente con la lettura di alcuni brani della fiaba di “Mezzaluna gatta magrebina”, la prima delle sette fiabe della raccolta entrando nel pieno del racconto immedesimandosi perfettamente nei dialoghi tra gli animali protagonisti e accompagnando con la giusta dose di ironia. Infine, per concludere in armonia la serata, dopo i ringraziamenti per la presenza e l’ascolto da parte di Di Dino, si è esibito per la seconda volta Roberto Tangianu che, sempre con le launeddas, ha incantato nuovamente ospiti e pubblico suonando le dolci e inconfondibili note di No Potho Reposare. 


Il libro Mamma, leggiamo una fiaba? sarà presto disponibile nelle librerie fisiche e online e alcune copie sono già acquistabili nella Libreria Cocco a Cagliari fino ad esaurimento scorte. 

Il libro, inserito nella programmazione del 17° Festival Letterario & Solidale San Bartolomeo è votabile, come gli oltre cento libri della rassegna, come “Miglior Libro” attraverso l’acquisto dei biglietti della lotteria di autofinanziamento del Festival il cui regolamento è consultabile qui: https://www.arkaeventiculturali.it/2021/03/22/regolamento-come-votare-il-miglior-libro/ 

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