Nonostante i fondi Pnrr Quartucciu resta senza nido comunale

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Il comune della Città Metropolitana di Cagliari potrebbe perdere i fondi per l’asilo nido comunale nonostante la disponibilità iniziale.
È scaduta il 31 marzo, la proroga per richiedere i fondi del Pnrr per gli asili nido: 400 milioni di euro restano senza destinazione.

E ora dove finiranno? Secondo le regole del Piano, vanno ridistribuiti fra chi ha presentato più domande, in buona parte Comuni del Nord Italia o di grandi dimensioni.

Ma soprattutto: a Quartucciu attualmente non esiste un nido comunale e come mai non si è approfittato delle risorse del Pnrr per prevederne l’istituzione e presentare un progetto?

Riassumo brevemente, la sua importanza in ottica programmatoria per un Comune che, a breve, viste le nuove costruzioni, arriverà a 15.000 abitanti.


Per l’infanzia il Covid-19 è stato come uno tsunami.

Due anni di pandemia che hanno aggravato la condizione delicata in cui versa l’infanzia e la richiesta di aiuto dei genitori lavoratori.

Penso alle famiglie che a Quartucciu non hanno la possibilità di usufruire delle tariffe agevolate che, solo un nido comunale potrebbe garantirgli.

Ma guardiamo i dati forniti dal Ministero della Famiglia e dall’Istat. Sono impietosi e ci dicono che negli ultimi anni la situazione non è migliorata, e la carenza di posti per i bambini ha conseguenze su molte cose, tra cui l’occupazione femminile.

Ricordo che con l’istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione (Sistema “ZEROSEI” per gli addetti ai lavori), si riconosce ai servizi educativi per la prima infanzia sia il ruolo importante di supporto ai genitori nella cura, sia quello di servizi fondamentali per lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale dei bambini e delle bambine.

In questo ambito si colloca il Rapporto “Nidi e servizi educativi per l’infanzia, stato dell’arte, criticità e sviluppi del sistema educativo integrato”, realizzato in collaborazione tra il Dipartimento delle Politiche per la famiglia, l’Istituto Nazionale di Statistica e l’Università Ca’ Foscari di Venezia e pubblicato a giugno 2020.


Come ho scritto in premessa, pure questo studio riporta
dati che evidenziano una carenza strutturale nella disponibilità di servizi educativi per la prima infanzia rispetto al potenziale bacino di utenza (bambini e bambine di età inferiore a 3 anni) e una distribuzione disomogenea sul territorio nazionale.

Nello specifico, a Quartucciu, la città in cui sono nato e vivo con circa 13.000 abitanti, non ha ancora un nido comunale, e siamo nel 2022.

Le alternative private sono costose e ci si deve rivolgere anche ai Comuni limitrofi per cercare soluzioni.

Queste incognite rendono difficile l’organizzazione della vita familiare che, in emergenza Covid-19 ha causato non poche difficoltà alle famiglie.

Ora, sarebbe importante che a livello comunale, visto che non si è sfruttata l’opportunità offerta dai fondi Pnrr, fosse progettata la realizzazione di un asilo nido, la cui mancanza porta ad avere disservizi ai quartucciai.


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