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Indennità di comando 2025, esclusi sergenti e graduati

Il S.U.M. denuncia la disparità di trattamento nelle Forze Armate

Roma – Il Sindacato Unico dei Militari (S.U.M.) segnala che anche per il 2025 l’indennità di comando viene riconosciuta esclusivamente a specifici incarichi ricoperti da Ufficiali, escludendo ancora Sergenti e Graduati che svolgono funzioni di Comandante di squadra o incarichi equipollenti.

Come ogni anno, il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha emanato la determinazione che individua gli incarichi destinatari dell’indennità. Scorrendo l’elenco dei beneficiari, il S.U.M. rileva l’assenza del personale appartenente ai ruoli dei sottufficiali e dei graduati, nonostante l’effettivo esercizio di funzioni di comando con responsabilità su personale, mezzi e materiali, sia in guarnigione sia nei Teatri Operativi.

Il sindacato ricorda di aver già sollevato la questione nel 2023, evidenziando una disparità di trattamento rispetto a precedenti estensioni dell’indennità a incarichi presso il Gabinetto del Ministro della Difesa, lo Stato Maggiore della Difesa e gli Stati Maggiori di Forza Armata. In quell’occasione, la risposta ufficiale indicava come ostacoli l’elevato numero di potenziali beneficiari e l’assenza di copertura finanziaria, rinviando la materia alla concertazione/contrattazione.

Secondo il S.U.M., tale posizione non è stata adeguatamente difesa nel contratto 2022–2024, che si è limitato a prevedere una generica valutazione dell’opportunità di valorizzare alcune posizioni di comando, senza riconoscere formalmente il diritto all’indennità per chi, di fatto, comanda squadre operative nelle diverse Forze Armate.

Con la ripresa delle attività negoziali, il sindacato ritiene non più rinviabile il riconoscimento dell’indennità, che richiede tre passaggi fondamentali: la modifica normativa dell’articolo 10 della legge n. 78 del 23 marzo 1983, l’incremento delle posizioni oggi fissate per decreto e lo stanziamento di risorse adeguate, considerando che l’importo attuale per Sergenti e Graduati sarebbe di poche decine di euro.

Il S.U.M. conclude ribadendo il proprio impegno a ottenere un giusto riconoscimento per il personale che ha esercitato reali responsabilità di comando nei contesti operativi nazionali e internazionali, confermando questa battaglia come uno dei punti centrali della propria azione sindacale.

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