Ricercatori dell’Università della British Columbia (UBC) hanno compiuto progressi nell’ingegneria delle cellule staminali, aprendo potenzialmente la strada a terapie cellulari più accessibili ed economiche per tumori, malattie autoimmuni e malattie infettive. La scoperta, resa nota sulla rivista Cell Stem Cell, riguarda la generazione affidabile di cellule T helper umane da cellule staminali pluripotenti in condizioni di laboratorio controllate.
Le terapie cellulari, come la CAR-T, hanno mostrato risultati nel trattamento di tumori, ma rimangono costose e complesse a causa della personalizzazione per ogni paziente. L’obiettivo dei ricercatori è sviluppare terapie cellulari “pronte all’uso”, prodotte su larga scala da fonti rinnovabili come le cellule staminali. Peter Zandstra, co-autore senior dello studio e capo del Dipartimento di ingegneria biomedica dell’UBC, ha dichiarato che questo studio dimostra un metodo affidabile e scalabile per ottenere diversi tipi di cellule immunitarie, rendendo queste terapie accessibili a più pazienti.
La terapia cellulare è più efficace con cellule T “killer” (CD8) e cellule T helper (CD4). I ricercatori dell’UBC hanno identificato un ruolo per un segnale biologico chiamato Notch. Hanno dimostrato che l’attivazione di Notch deve essere controllata nel tempo, in quanto una sua attività prolungata impedisce la formazione di cellule T helper. Riducendo questo segnale in modo controllato, il team è riuscito a indirizzare le cellule staminali verso la produzione di cellule T helper o killer. Ross Jones, co-primo autore dello studio, ha spiegato che il controllo preciso del segnale Notch permette di indirizzare lo sviluppo cellulare. Gli esperimenti hanno dimostrato che le cellule T helper generate in laboratorio si comportano come cellule T helper naturali.
Le cellule T helper prodotte presentano corretti marcatori di maturazione, recettori immunitari e la capacità di differenziarsi in sottotipi con funzioni specifiche. La capacità di generare e bilanciare le cellule T helper e killer rappresenta un progresso nello sviluppo di immunoterapie più efficaci. Secondo gli autori, questo pone le basi per future terapie cellulari standardizzate e pronte all’uso. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Cell Stem Cell. Tutto è stato fatto in condizioni compatibili con i processi di bioproduzione. I ricercatori hanno identificato un ruolo fondamentale per un segnale biologico chiamato Notch.
L’ingegneria delle cellule staminali apre la strada alla medicina vivente
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