La scrittrice Maria Grazia Calandrone ha incontrato un giornalista a Roma per discutere del suo nuovo libro, “Dimmi che eri felice”, pubblicato da Einaudi. L’incontro è avvenuto in un bar vicino alla fermata della metropolitana Piramide.
Il giornalista ha rivelato di aver letto due romanzi di Calandrone, “Dove non mi porterai: mia madre, Cronache del 2022” e “Un amore meraviglioso e terrificante del 2024”, entrambi editi da Einaudi, su consiglio di un’amica. Ha descritto l’esperienza di lettura come un “vortice incredibilmente doloroso” e un “caleidoscopio di fatti reali, accurati e spaventosamente puntuali”.
Durante l’incontro, Calandrone ha spiegato di aver scelto la poesia come forma espressiva iniziale perché “a nessuno importava di me”. Ha raccontato di aver svolto diversi lavori per mantenersi, tra cui vendite porta a porta e cameriera. La scrittrice ha affermato di vivere a Roma da sempre, in una casa ereditata dalla sua famiglia.
Interrogata sul suo metodo di lavoro, Calandrone ha sottolineato l’importanza dell’ascolto e della curiosità verso le storie delle persone. Ha spiegato che il suo ultimo libro è un “collage di storie diverse” nato dall’osservazione di una vicenda e dall’assemblaggio di esperienze e testimonianze.
Il giornalista ha confessato di non aver compreso appieno il punto principale del nuovo romanzo. Calandrone ha risposto che il fulcro è “l’esplosione della storia d’amore” e che il libro mira a creare un “affresco” per collegare eventi storici e raccontare la storia del paese.
Calandrone ha concluso affermando che il libro parla di amore e che sarebbe utile ascoltare le domande dei bambini nelle scuole per affrontare temi come la violenza sulle donne. Alla domanda se si fosse divertita da giovane, ha risposto “Dannazione”.
Un’intervista inaspettata con uno scrittore gentile e straordinario
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