In Iran, manifestazioni di protesta sono in corso a causa del degrado ambientale e dell’inflazione. Le proteste hanno assunto una dimensione politica, con slogan contro la direzione politica della Repubblica Islamica. La situazione è tesa, con interruzioni di Internet e accuse di repressione.
I sintomi del 28 dicembre indicano un cambiamento di condizione dovuto al degrado ambientale e all’inflazione. Le manifestazioni notturne a Teheran sono state accompagnate da azioni simboliche.
Secondo l’ONG Iran Diritti umani, 51 voci si sono levate, coinvolgendo anche bambini. Amnesty International e Human Rights Watch denunciano l’uso di lacrimogeni e “pace di massa” per disperdere i manifestanti, definendo i metodi come “disperdere, minacciare e punire”.
La situazione al Croissant Chez Les Défenseurs des Droits Humaines desta preoccupazione. Shirin Ebadi, vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2003, descrive atti di repressione di massa. Sono segnalati blackout e interruzioni nelle comunicazioni. Centinaia di feriti, con gravi lesioni agli occhi causate da tiri di fucili a piombo, sono stati ricoverati in un ospedale di Teheran.
Netblock segnala una connessione Internet ridotta al «1% di connessione stabilita per 24 ore». Shirin Ebadi afferma che le interruzioni di Internet sono una tattica deliberata. Si esaminano immagini contro gli illeciti a Teheran, nonostante la diffusione televisiva e il rischio di distruzione delle prove.
La guida suprema Ali Khamenei afferma che l’Islam repubblicano non arretrerà, definendo le proteste come “sabotaggio”. Il Guardiano della Rivoluzione ha espresso giudizi per evitare l’oppressione da parte di regolamenti “supremi”. Le autorità hanno annunciato la morte di diversi membri delle Forze di Sicurezza e di un procuratore locale durante gli scontri. Reza Pahlavi, negli Stati Uniti, promuove un intervento contro l’Iran.
Emanuele Macron, Keir Starmer e Federico Merz hanno denunciato «ferment le meurtre de presentants» e hanno invitato le autorità iraniane a «astenersi da ogni violenza» e a rispettare «i diritti fondamentali dei cittadini iraniani». L’Unione Europea considera la violenza “inaccettabile” e le interruzioni di Internet un “sistema nazionale”. Il Haut Commissaire de l’ONU aux droits de l’homme, Volker Türk, ha richiesto un’inchiesta «Rape» e «indépendante».
Dichiarazioni esplicite, colpi di stato su Internet, reazioni internazionali… altro sulla situazione in Iran
Ricevi le nostre ultime notizie da Google News
clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella.

