Non si spengono le polemiche intorno ai concorsi voluti dal ministro Brunetta che servirebbero a reclutare specialisti subito pronti per spendere i miliardi europei ma in realtà aperti anche ai neolaureati con sola triennale.

Tra il 9 e l’11 giugno, si sono svolte le prove per il reclutamento dei 2800 tecnici del famoso “Concorso Coesione” del ministro Brunetta.

Dovrebbe essere un concorso di soli cento giorni tra valutazione titoli, graduatorie, prove e reclutamento, ma qualcosa sta andando storto.

Sono cinque i profili ricercati per funzionari esperti in politiche di coesione, quindi rivolti a persone preparate in vari campi:

Fa (amministrativo-giuridico);

Fg (gestione, rendicontazione, controllo);

Fi (analisti informatici);

Ft (esperti tecnici)

Fp (progettazione e animazione territoriale).

Sul sito, per i registrati, si trova la graduatoria degli 8.582 ammessi che hanno superato la prova selettiva rigorosissima, per titoli di studio e di lavoro coerenti con lo svolgimento di ruoli professionali nelle Politiche di coesione (http://www.formez.it/notizie/concorso-coesione-candidati-ammessi-calendario-sedi)

Questo concorso ha avuto diverse vicissitudini fin dall’inizio dato che inspiegabilmente non era prevista una sede concorsuale in Sardegna e alcune testate giornalistiche avevano raccolto le proteste dei candidati sardi che, si sarebbero dovuti recare in continente, con evidenti disagi e spese per espletare le suddette prove, in un periodo caldo per i trasporti anche in considerazione delle limitazioni causate dalla pandemia covid.

Per fortuna, grazie all’intervento di ANCI Sardegna, è stata prevista pure una sede a Cagliari presso i locali della Fiera campionaria (padiglione I).

Ebbene, qualche giorno fa nel pomeriggio, a poche ore dalla fine dell’ultima prova, che si svolgeva contemporaneamente nelle varie sedi dislocate al Sud, col coordinamento dalla sede centrale di Roma, nella pagina del sito del Dipartimento della Funzione Pubblica, appare un comunicato che lascia interdetti i partecipanti: si afferma che a causa della scarsa partecipazione ai test concorsuali (circa la metà degli 8.582 candidati), il bando verrà riaperto per i 70.000 esclusi precedentemente per mancanza dei titoli che erano richiesti per essere nella graduatoria finale degli ammessi.

Sale il malcontento dei candidati che pensavano di partecipare a un concorso serio e invece non hanno ancora potuto vedere la graduatoria di chi ha espletato le prove con i relativi punteggi e si organizzano e discutono sulle pagine facebook del Dipartimento della Funzione Pubblica e del Formez.

Sembra imminente un ricorso al TAR del Lazio con precise richieste: 1) azzerare la soglia di sbarramento del punteggio di 21/30, che evidentemente in pochi hanno raggiunto a causa di quiz cervellotici scritti male e privi di riferimenti normativi e 2) sommare il punteggio per titoli di studio e professione degli ammessi alla prova (che era già una graduatoria nazionale bella e pronta) con i quiz a risposta multipla.

L’ingresso dei settantamila candidati, inizialmente esclusi da Dipartimento della Funzione Pubblica e Formez, lede l’interesse di chi ha partecipato ai quiz avendo superato la prima soglia di sbarramento di titoli di studio e professionali. Da qui la class action contro la disparità di trattamento e le probabili interrogazioni urgenti di parlamentari al ministro non all’altezza della situazione.

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