L’Italia delle botteghe storiche affronta una crisi strutturale. Mancano all’appello 750 mila artigiani, non per assenza di domanda ma per carenza di ricambio generazionale. L’allarme arriva dalla Unione Artigianato Artistico e Tradizionale (UAAT), federazione della Unione Artigiani Italiani e delle PMI (UAI).
Il paradosso del 2026 è evidente. Il Made in Italy artistico e tradizionale registra un nuovo record di esportazioni, con 120 miliardi di euro di valore aggiunto, mentre le saracinesche restano abbassate per mancanza di eredi. Secondo il Centro Studi UAI, la domanda di lavoro insoddisfatta ha raggiunto una soglia critica.
Il nodo centrale è il mismatch di competenze. L’automazione avanza, ma il saper fare umano resta decisivo in settori come restauro, liuteria, sartoria d’alto bordo e lavorazione del vetro. I percorsi formativi non rispondono alle esigenze reali delle PMI.
«Siamo davanti a un’emergenza non solo economica ma culturale», spiega Francesco Michele Abballe, responsabile nazionale UAAT. «Senza un intervento immediato rischiamo di perdere un patrimonio che ci rende unici. Le imprese vogliono assumere, hanno ordini grazie alla ripresa post-PNRR, ma non trovano giovani pronti a scegliere i mestieri del fare».
Abballe segnala burocrazia e percezione sociale come ostacoli principali. «La bottega oggi è un hub di innovazione, dove convivono laser e scalpello. Serve la figura del Maestro Artigiano e una decontribuzione totale della formazione sul campo per i primi tre anni».
Sul tema interviene anche Giuseppe Zannetti, dirigente nazionale UAI. «Occorre un welfare specifico per le micro-imprese. Attraverso gli enti bilaterali vogliamo offrire servizi concreti, dalla previdenza al supporto per il caro-energia, per liberare l’artigiano dal peso amministrativo».
La sfida è la Nuova Bottega. L’UAI promuove spazi dove i maestri prossimi alla pensione trasferiscono competenze ai giovani digital-native, con strumenti moderni, contratti dignitosi e reali prospettive di crescita. «Il passaggio di testimone va incentivato. È l’unica strada per non svendere l’identità del Paese», conclude Zannetti.
I numeri della crisi – Dati gennaio 2026
Meccanica di precisione: 185.000 posti vacanti, difficoltà 58%
Edilizia specializzata: 210.000, difficoltà 62%
Artigianato artistico: 95.000, difficoltà 71%
Servizi alla persona: 140.000, difficoltà 45% Botteghe vuote Italia senza art…
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