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Bambini: importanza di gioco, tempi liberi e ascolto attivo.

A un anno dall’insediamento, Marina Terragni, Autorità garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, ha delineato le sfide che i minori affrontano, tra paure, pressioni e l’onnipresenza degli schermi, sottolineando la necessità di risposte statali più rapide ed efficaci. L’intervento si è focalizzato su temi che vanno dal diritto alla spensieratezza, alla gestione dei “tempi sconnessi” lontani dalle piattaforme digitali, fino alle delicate questioni del prelievo dei minori dalle famiglie e all’importanza della loro voce nei procedimenti giudiziari.

“Rispetto a quando è nata questa Authority, la questione dell’infanzia e dell’adolescenza ha moltiplicato le sue problematiche”, ha spiegato Terragni, ricordando che il riconoscimento pieno dei diritti dei minori è un fatto recente: “Si parla dei diritti dei bambini e degli adolescenti solo dal 1989: prima non erano titolari di diritti”. La garante ha anche notato che “Oggi i bambini e gli adolescenti stanno meglio di un tempo”, evidenziando una crescita della consapevolezza collettiva su alcuni fronti.

Uno dei temi centrali è il diritto a vivere momenti al riparo da algoritmi e piattaforme digitali. Terragni insiste sulla necessità di garantire ai minori tempi sconnessi, lontani dall’influenza delle big tech, che traggono profitto dalla loro presenza online.

Da qui nasce “Strade in gioco”, un’iniziativa che ha sostenuto economicamente diversi Comuni per creare spazi liberi e reali. L’obiettivo è offrire ai bambini e agli adolescenti luoghi di incontro non strutturati, dove possano interagire liberamente in presenza. Un progetto che, viene sottolineato, “sta avendo molto successo”.

Terragni ha posto l’accento sul diritto alla spensieratezza, che definisce sempre più raro nel contesto attuale. I minori, rispetto alle generazioni precedenti, crescono in un ambiente carico di ansie legate a guerre, crisi climatica e problemi economici familiari. “Il diritto alla spensieratezza, in questo momento, è un diritto negato”, ha affermato.

Nel corso della conversazione è stato citato il caso di Paolo Mendìco, un ragazzo di 14 anni deceduto in seguito a episodi di bullismo scolastico. Terragni ha riferito di aver ascoltato la madre del ragazzo, sottolineando il dolore e la difficoltà della famiglia nel gestire la situazione. Ha menzionato anche la sospensione della dirigente scolastica, evidenziando la delicatezza del tema dei minori e il peso che grava sulle figure chiamate a proteggerli.

Un altro diritto fondamentale evidenziato è l’ascolto dei minori, sia in ambito scolastico e familiare che giudiziario e online. “La giustizia prevede che i bambini in tutti i procedimenti giudiziari siano titolari di questo diritto ad essere ascoltati”, ha ricordato Terragni, sottolineando l’importanza di coinvolgerli anche nelle questioni relative alla sicurezza online.

Accanto alla spensieratezza e ai tempi sconnessi, Terragni ha rivendicato l’importanza delle regole nell’educazione. Ha notato come in molte famiglie la relazione tra genitori e figli sia diventata troppo orizzontale, mentre i figli hanno bisogno di indicazioni e limiti per poter crescere.

Terragni ha riconosciuto il timore che le parole di un bambino possano essere influenzate da un adulto, ma ha sottolineato che non si può svalutare la voce del minore solo per questo motivo. Esistono, secondo lei, modi per capire se le sue affermazioni sono genuine o frutto di manipolazione.

Sul tema del collocamento fuori famiglia, è stato annunciato che il 28 verrà presentato un documento per fare chiarezza sul prelevamento dei minori dalle famiglie e sul loro collocamento in casa famiglia o in famiglia affidataria. Terragni ha fornito dati significativi sul numero di bambini coinvolti in tali procedure.

Interrogata sul peso della volontà del minore nelle decisioni del giudice, Terragni ha affermato che non ci sono automatismi, poiché ogni storia è unica. Ha insistito sull’importanza che il giudice ascolti personalmente il minore, senza delegare la decisione a consulenti tecnici.

In riferimento alla vicenda della “famiglia nel bosco”, Terragni ha espresso preoccupazione per l’ipotesi di allontanare la madre dalla struttura, sottolineando il rischio di un ulteriore trauma per i bambini. Ha inoltre evidenziato la disparità tra i tempi della giustizia e quelli dell’infanzia.

Terragni ha concluso sottolineando che sul tema dei bambini si riscontra spesso un’attenzione concorde bipartisan, auspicando continuità nell’impegno a tutelare i loro diritti e a garantire loro spazi reali dove crescere protetti e ascoltati.

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