Roma ha registrato nel 2025 un aumento di fatturato a doppia cifra nel settore della pizza, sia in città che in provincia. Le aspettative per il 2026 sono in crescita, grazie a fattori come il turismo religioso, le spese delle famiglie e una nuova generazione di professionisti.
La crescita stimata di almeno il 10% nel 2025 evidenzia un settore con migliaia di attività, dai forni storici allo street food. Le cifre sul giro d’affari e la densità dell’offerta rendono la pizza un indicatore dei consumi.
Il 2025 è stato caratterizzato dai flussi legati al Giubileo, con impatti sulle attività del centro e delle zone ad alta frequentazione. La pizza, grazie alla sua immediatezza e versatilità, ha beneficiato di una domanda alta e costante.
Oltre al turismo, i residenti hanno contribuito al successo del settore. Molte famiglie, a causa dell’inflazione, hanno optato per alternative più accessibili, come la pizza.
L’innovazione, con particolare attenzione a impasti, farine e stagionalità, ha permesso di differenziare l’offerta e fidelizzare i clienti. Sergio Paolantoni, presidente FIPE Roma, collega le prospettive del 2026 all’eredità del Giubileo e al lavoro dei professionisti, con un ruolo centrale dell’asporto.
L’asporto è diventato una modalità di consumo consolidata, allargando il bacino di clientela e regolarizzando la produzione.
L’espansione del settore ha avuto un impatto sull’occupazione, con la creazione di nuovi posti di lavoro e opportunità di formazione. La cooperativa Manser, ad esempio, ha aumentato le assunzioni di persone con fragilità psichica e intellettiva.
Le prospettive per il 2026 indicano un anno di consolidamento, con Roma che rimane una meta turistica attrattiva e i consumi di prossimità che tengono. La sfida è trasformare questa crescita in un percorso stabile, con filiere trasparenti e regole chiare.
Se la pizza è un simbolo italiano, a Roma rappresenta anche un’economia diffusa, capace di interpretare il presente e suggerire come accompagnare la crescita senza perdere identità.
+10% di fatturato e un 2026 che può spingere ancora
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