Un radiologo romano è stato sospeso dall’esercizio della professione a seguito di un’inchiesta avviata da una segnalazione che ha portato alla luce una serie di episodi avvenuti in ambulatori privati della Capitale. Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Roma, con l’ipotesi di reato di violenza sessuale.
Le attività investigative, condotte dalla Polizia di Stato e coordinate dalla Procura, sarebbero iniziate nell’ottobre 2024 dopo la denuncia presentata dalla madre di una paziente minorenne, insospettita dal comportamento del medico durante un accertamento diagnostico. Secondo quanto riportato, il fascicolo descrive condotte ripetute, tra cui richieste di spogliarsi senza necessità clinica e indicazioni di assumere posizioni non coerenti con gli esami. Gli inquirenti sostengono che in alcuni casi sarebbero avvenuti palpeggiamenti, giustificati con pretesti legati alla “buona riuscita” del test.
Un aspetto centrale dell’indagine riguarda il telefono sequestrato al radiologo. Si presume che le condotte contestate siano state registrate con lo smartphone personale. L’uomo avrebbe tentato di eliminare i file subito dopo la segnalazione. Nel dispositivo sarebbero stati trovati 57 video ritenuti rilevanti per le indagini. Gli inquirenti descrivono uno schema ricorrente nelle riprese, con pazienti molto giovani e inquadrature su parti del corpo non pertinenti con gli accertamenti.
Secondo le informazioni disponibili, almeno 20 persone avrebbero sporto denuncia o fornito testimonianza. Il provvedimento cautelare interdittivo è stato notificato dagli agenti del Commissariato Flaminio. Il radiologo operava in diverse strutture private dislocate in aree di Roma Nord, Roma Est e sul litorale di Ostia. Questo elemento suggerisce la possibilità di ulteriori episodi.
La sospensione a tempo indeterminato dall’esercizio della professione, disposta dal gip su richiesta della Procura, mira a impedire che il medico continui a lavorare durante l’inchiesta. Il caso solleva interrogativi sulla tutela della relazione di fiducia tra medico e paziente, specialmente in contesti ambulatoriali. Per gli investigatori, la priorità resta la raccolta di testimonianze e riscontri, anche digitali, al fine di chiarire il numero dei casi, le modalità e i tempi. Come in ogni procedimento penale, vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Tuttavia, la misura interdittiva indica la valutazione di un rischio concreto legato alla prosecuzione dell’attività professionale, che la magistratura ha ritenuto necessario azzerare.
accuse di molestie a Roma Nord, Roma Est, Ostia durante esami e video sul telefono
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