Il caso di Federica Torzullo, 41 anni, uccisa ad Anguillara Sabazia, Roma, e ritrovata sepolta nell’area legata all’attività del marito, Claudio Carlomagno, è al centro di indagini. L’uomo ha confessato l’omicidio, adducendo come movente il timore di perdere l’affidamento del figlio. La famiglia della vittima contesta la sua versione.
Secondo quanto riferito dall’indagato al giudice, la lite che precede l’omicidio si sarebbe innescata nel contesto di una separazione in corso, con l’ansia di non perdere il figlio come punto di rottura. I familiari della 41enne contestano questa ricostruzione, affermando che la separazione era stata avviata lungo binari consensuali.
La Procura di Civitavecchia, che coordina le indagini, non considera chiuso il quadro. Il procuratore Alberto Liguori ha parlato di una ricostruzione non del tutto convincente, con “zone d’ombra” che restano da chiarire, anche per escludere o accertare eventuali responsabilità di terzi nelle fasi successive al delitto e dell’occultamento del corpo.
A Carlomagno viene contestato il reato di femminicidio, con richiamo all’articolo 577-bis del codice penale, che prevede l’ergastolo in presenza delle condizioni indicate dalla norma; resta anche l’accusa di occultamento di cadavere.
I carabinieri sono impegnati nella ricerca dell’arma: il coltello che l’indagato avrebbe indicato come strumento del delitto e che avrebbe detto di aver gettato in un corso d’acqua lungo la via Braccianese Claudia, in zona Osteria Nuova.
La madre dell’indagato, Maria Messenio, ex poliziotta ed ex assessora alla Sicurezza del Comune, avrebbe accompagnato il figlio in caserma il 9 gennaio per sporgere denuncia di scomparsa. Nei giorni successivi sono arrivate le dimissioni dall’incarico in Comune.
Federica Torzullo lavorava in Poste Italiane, nell’area logistica collegata allo scalo di Fiumicino.
“Mai avrebbe tolto il figlio al padre”
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