Dal 1° febbraio 2026, nel Lazio, la durata delle prescrizioni per visite specialistiche ed esami diagnostici subirà una modifica. Le impegnative non avranno più una validità standard di 180 giorni, ma scadranno in base alla classe di priorità clinica indicata dal medico.
La Regione Lazio presenta questa misura come un intervento per allineare prenotazioni e tempi clinici, con l’obiettivo di ridurre distorsioni e accelerare l’accesso alle prestazioni. L’opposizione, al contrario, esprime preoccupazioni riguardo al possibile riversamento sui pazienti delle difficoltà di un sistema che non garantisce appuntamenti nei tempi prescritti.
Attualmente, le ricette mediche sono utilizzabili per 180 giorni, indipendentemente dalla priorità. A partire dal 1° febbraio, la validità sarà commisurata alla priorità clinica indicata dal medico sull’impegnativa, al fine di allineare il periodo utile per la prenotazione con l’effettiva urgenza della prestazione.
Secondo la Regione Lazio, l’obiettivo è favorire l’erogazione delle prestazioni entro i tempi previsti, evitando che le prescrizioni urgenti rimangano attive per mesi, trasformandosi in prenotazioni tardive che alterano l’ordine delle priorità.
Le nuove durate sono definite in modo specifico e rappresentano il periodo massimo entro cui effettuare la prenotazione. Per la classe U (urgente), la prenotazione deve essere effettuata entro 10 giorni. Per la classe B (breve), entro 20 giorni. Per la classe D (differibile), entro 40 giorni per le visite e 70 giorni per gli esami diagnostici. Per la classe P (programmata), entro 130 giorni. Se la prenotazione non viene effettuata entro la scadenza prevista, l’impegnativa non sarà più valida e sarà necessario richiedere una nuova prescrizione al medico.
Le modalità di prenotazione rimarranno invariate, ma i tempi di attivazione del cittadino dopo la prescrizione diventeranno ancora più importanti. Il ReCup regionale è raggiungibile al numero 069939, attivo dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30 e il sabato dalle 7.30 alle 13.
Sono disponibili anche il canale web ReCup (PrenotaSmart), la possibilità di compilare un modulo online per essere richiamati da un operatore e le farmacie aderenti al circuito FarmaReCup. La riforma non modifica il luogo della prenotazione, ma riduce il tempo disponibile per effettuarla, soprattutto in caso di urgenza.
Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha motivato la decisione con la necessità di rispettare le priorità cliniche indicate dal medico, sostenendo che l’attuale sistema consente di prenotare prestazioni urgenti anche molto oltre i tempi previsti.
Rocca ha affermato che la validità delle prescrizioni seguirà le priorità cliniche e che il sistema deve evitare un uso improprio della corsia “urgente” quando la prenotazione avviene con ritardi significativi. La Regione sottolinea che l’urgenza è definita dal medico, ma il sistema deve allineare la prenotazione al tempo clinico previsto per funzionare correttamente.
Alessio D’Amato (Azione) contesta la riforma, sostenendo che i cittadini che non riescono a prenotare entro i termini previsti rischiano di essere esclusi dal percorso, costretti a ricominciare o a rivolgersi al privato. Secondo questa interpretazione, la riduzione delle ricette in circolazione potrebbe far apparire le liste d’attesa più snelle, senza un reale aumento delle prestazioni e della disponibilità. La critica si concentra sull’equilibrio tra regole amministrative e capacità del servizio sanitario di soddisfare la domanda nei tempi indicati.
La differenza si noterà nella capacità di prenotare tempestivamente, soprattutto per le priorità U. I cittadini più esperti con call center, portali e farmacie potranno adattarsi più facilmente. Chi vive in condizioni di fragilità, ha difficoltà di movimento o non riesce a contattare il ReCup, rischia di perdere la finestra utile e di dover tornare dal medico per ricominciare l’iter.
La riforma rappresenta un banco di prova: se l’offerta di prestazioni non aumenta e i canali di prenotazione rimangono congestionati, una scadenza più breve potrebbe diventare un ulteriore ostacolo. Se, al contrario, la Regione riuscirà a rendere più coerente la presa in carico, la nuova validità potrebbe diventare uno strumento di ordine e priorità effettive.
Il passaggio del 1° febbraio non è solo una modifica della durata delle ricette, ma un cambiamento di ritmo che coinvolge cittadini, medici e il sistema di prenotazione. Il successo della riforma si misurerà in base al numero di persone che riusciranno a ottenere visite ed esami nei tempi clinici prescritti.
validità legata alla priorità, prenotazioni entro 10-130 giorni
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