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Rimborsi Atac: Modalità per abbonati e pendolari

L’Autorità Antitrust e Atac, l’azienda del trasporto pubblico romano, hanno raggiunto un accordo che prevede indennizzi per i passeggeri a seguito dei disservizi verificatisi tra il 2021 e il 2023. L’intesa, che riguarda Roma e il resto del Lazio, introduce un sistema di rimborsi per i ritardi superiori a 15 minuti, gestito tramite una nuova app.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’indagine su Atac a causa dei disservizi registrati nel periodo 2021-2023, tra cui corse saltate, frequenze ridotte e lunghe attese alle fermate. L’azienda non aveva previsto alcun riconoscimento economico per gli abbonati durante questo periodo. Il procedimento si è concluso con l’accettazione degli impegni presentati dalla società.

Secondo il direttore generale Paolo Aielli, l’Antitrust non ha imposto una sanzione, ma ha approvato un piano che obbliga Atac a risarcire gli utenti e a introdurre innovazioni nel servizio. L’accordo si basa su due elementi: un risarcimento economico per i disagi passati e una tutela per il futuro, legando il rimborso al tempo di attesa in fermata.

Aielli ha dichiarato che “gli impegni sono diversi, ma l’app è il cuore”. L’obiettivo è introdurre un sistema di compensazione economica per i disservizi, simile a quelli già esistenti per alcuni operatori ferroviari.

La nuova app di Atac si baserà sulla geolocalizzazione e sul riconoscimento dell’utente. I passeggeri potranno segnalare la propria presenza alla fermata tramite l’app. Se il mezzo arriva con un ritardo superiore a 15 minuti, il sistema riconoscerà un credito all’utente. Atac verificherà il tempo di attesa e, in caso positivo, accrediterà una quota del biglietto in un borsellino elettronico collegato al profilo del passeggero.

Il credito potrà essere utilizzato per ridurre il costo dell’abbonamento successivo o per acquistare nuovi titoli di viaggio. Atac punta a digitalizzare sempre di più i servizi, con l’obiettivo di aumentare la quota di passeggeri che utilizzano il Tap&Go con telefono, carte o bancomat.

L’Autorità ha contestato ad Atac i disservizi del biennio 2021-2023, periodo in cui si sono verificati problemi strutturali, carenza di mezzi, limiti organizzativi e vincoli legati alla pandemia. L’azienda non ha previsto alcuna forma di compensazione per abbonati e utenti regolari. Ora, Atac prevede una compensazione per chi ha subito disservizi in quel periodo, in particolare per i possessori di abbonamento Metrebus attivi nel 2024 e in uno degli anni sotto esame.

Dal 2022 in poi, sono stati avviati investimenti consistenti, finanziati con fondi del Giubileo, Pnrr, di Roma Capitale e nazionali, per un totale di oltre un miliardo di euro. Questi investimenti riguardano nuovi autobus, il rinnovo dei mezzi su ferro e la tecnologia per il controllo delle vetture.

Aielli ha parlato di “ossessione” per un servizio più efficiente e più utilizzato. L’obiettivo è incentivare l’uso del mezzo pubblico rispetto all’auto privata.

L’app, in questa visione, diventa uno strumento per chi si muove in città e nell’hinterland, fornendo informazioni su tempi di attesa, percorsi alternativi e deviazioni in tempo reale. L’obiettivo è informare i passeggeri, indicare con chiarezza i cambi di autobus o metro e aggiornare le notizie sulle linee in difficoltà. Per fare ciò, è necessaria tecnologia, ma anche una flotta rinnovata e mezzi efficienti.

L’introduzione del rimborso legato al tempo di attesa in fermata attribuisce un valore concreto ai minuti persi dagli utenti. Tuttavia, resta da vedere se sarà sufficiente a migliorare la percezione del servizio. L’obiettivo principale resta quello di rendere facile e favorevole l’utilizzo del mezzo pubblico da parte dei cittadini.

Atac deve garantire i chilometri previsti dal contratto di servizio e distribuire in modo più razionale l’offerta, riducendo le disparità tra linee sovraffollate e sottoutilizzate. Sul tavolo c’è anche il tema dell’evasione. La scelta di puntare su app e pagamenti digitali mira a semplificare il sistema e aumentare “la propensione a pagare il trasporto pubblico”.

Per i passeggeri, l’arrivo dei rimborsi rappresenta un segnale di cambiamento. Ma la vera verifica avverrà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, alle fermate periferiche come nelle stazioni centrali. Se l’app funzionerà in modo semplice, se i crediti verranno erogati con regolarità e se le informazioni in tempo reale risulteranno affidabili, questo strumento potrà rafforzare il rapporto di fiducia fra l’azienda e gli utenti.

In parallelo, la riduzione delle attese e l’aumento delle corse restano condizioni non negoziabili. È su questi aspetti che si misurerà la credibilità di Atac e dell’amministrazione capitolina, anche in vista degli appuntamenti del Giubileo e delle trasformazioni urbane che interesseranno Roma e l’area metropolitana.

Il messaggio lanciato con l’accordo Antitrust è chiaro: il trasporto pubblico “va pagato”, ma chi paga ha diritto a un servizio rispettoso del proprio tempo. Per abbonati e pendolari di Roma e del Lazio, la nuova app può diventare uno strumento concreto per far valere questo diritto. Paolo Aielli, direttore generale di Atac, ha chiarito che non si tratta di una sanzione, ma di un percorso per riconoscere indennizzi e introdurre rimborsi.

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