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Roma: Octay Stroici deceduto dopo 11 ore sotto le macerie

A tre mesi dal crollo parziale della Torre dei Conti, in Largo Corrado Ricci, vicino ai Fori Imperiali, il nome di Octay Stroici è ancora presente tra chi lavora nel cantiere e tra i cittadini. L’uomo, di 66 anni, ha perso la vita il 3 novembre 2025 durante i lavori di restauro del monumento.

Il 3 novembre 2025 Octay Stroici è rimasto intrappolato per oltre 11 ore sotto le macerie. I vigili del fuoco hanno lavorato per estrarlo vivo. Dopo il ritrovamento, un applauso ha accolto la speranza, spenta poco dopo le 22.30 con la notizia del decesso.

Le ricostruzioni indicano che il cedimento è avvenuto durante lavori in corso sul monumento medievale. Octay è rimasto incastrato nella parte collassata. Altri operai sono stati estratti e soccorsi. Squadre specializzate hanno operato per aprire varchi.

Dopo essere stato liberato, le sue condizioni sono apparse subito gravissime. I sanitari hanno tentato la rianimazione sul posto, a seguito di un arresto cardiaco, e durante il trasporto al Policlinico Umberto I, dove il suo cuore si è fermato definitivamente.

Octay Stroici era originario di Suceava, in Romania, e viveva a Monterotondo, alle porte di Roma. Era sposato dal 26 aprile 2021. Faceva il manovale.

Sull’episodio è stata aperta un’inchiesta e l’area è sotto sequestro, per chiarire responsabilità, dinamiche ed eventuali omissioni.

L’attenzione si concentra sulle verifiche, le procedure, i controlli e il rispetto delle misure di sicurezza, soprattutto su strutture storiche.

Chi era presente ricorda l’applauso, il sollievo, poi la corsa verso l’ospedale. La memoria chiede attenzione continua verso chi lavora.

Dopo il crollo del 3 novembre 2025, la Torre dei Conti è un cantiere permanente dedicato alla messa in sicurezza. La Soprintendenza ha confermato la possibilità di intervenire sul manufatto superstite, avviando operazioni tecniche mirate al consolidamento delle parti rimaste in piedi.

Sono in corso lavorazioni strutturali per stabilizzare l’area e consentire la ripresa del restauro.

Il progetto iniziale, finanziato con fondi PNRR e con termine previsto a giugno 2026, è ora oggetto di una revisione tecnica. Vigili del fuoco e tecnici hanno completato la rimozione delle macerie e il contenimento delle zone a rischio, permettendo, a fine gennaio 2026, la riduzione della “zona rossa” e il rientro negli edifici di residenti e attività commerciali precedentemente evacuati.

Le indagini giudiziarie sulle cause del crollo, che ha provocato la morte dell’operaio Octay Stroici, procedono parallelamente agli interventi di consolidamento. La Torre, nota anche come Torre Secura, resta al centro di un intervento per preservare uno dei simboli dell’architettura medievale romana senza interrompere il percorso di recupero già avviato.

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