Il sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, ha pubblicamente criticato la gestione della sanità territoriale da parte della Asl di Tivoli, denunciando inefficienze e scelte distanti dai bisogni dei cittadini. La denuncia, avvenuta a Colleferro, solleva questioni relative alla carenza di personale, alle liste d’attesa e al rischio di privatizzazione, temi che toccano la sanità pubblica a livello nazionale.
Il sindaco Sanna ha affermato di essere giunto “al fin della tenzone” dopo anni di scontri istituzionali e polemiche. Critica la gestione accentrata della Asl di Tivoli, che copre un’area vasta da Monteflavio a Gorga, accusandola di trattare i territori come numeri senza considerare le diverse realtà locali.
Le dichiarazioni del sindaco seguono la diffusione di uno spot celebrativo della Asl sull’operato del reparto di ortopedia dell’ospedale di Colleferro. Pur riconoscendo la qualità del reparto e del primario Alvise Clarioni, Sanna contesta la narrazione, affermando che “il problema non è ciò che funziona, ma tutto quello che non funziona più”.
Secondo Sanna, la carenza di personale è un nodo cruciale. Manca personale in cardiologia, diabetologia, dermatologia, e la situazione si aggrava con i prossimi pensionamenti di oculisti e urologi. Il sindaco ha riferito che un paziente di cardiologia è stato trasferito d’urgenza a Tor Vergata per gravi problemi urologici a causa dell’assenza di specialisti a Colleferro.
Sanna ricorda che già in passato i sindaci del territorio si erano uniti per chiedere concorsi pubblici e stabilizzare i primari, ottenendo risultati. Tuttavia, afferma che “la compattezza è sparita e la politica locale è diventata silente”.
Un altro problema riguarda le liste d’attesa, con cittadini che denunciano attese di mesi. Sanna invita alla trasparenza e alla tutela dei pazienti più fragili e chiede di proteggere chi denuncia disservizi e di pretendere verità sui dati.
Il sindaco intravede il rischio di un progressivo spostamento di risorse e pazienti verso il settore privato, favorito da convenzioni e affidamenti di servizi che riducono il ruolo del pubblico.
Sanna avverte che non accetterà mai la privatizzazione del Valmontone Hospital e denuncia il pericolo di una dismissione del controllo pubblico su strutture strategiche del territorio. Ha affermato di essere al fianco del Comune di Valmontone in questa battaglia, anche a costo di acquistare le quote regionali all’asta.
Il sindaco mette in discussione l’intero modello gestionale, affermando che “la sanità non può essere un’azienda”. Critica la trasformazione delle vecchie USL in aziende sanitarie, auspicando un ritorno a una gestione locale con i sindaci in prima linea.
Sanna propone l’abolizione del numero chiuso a Medicina e la valorizzazione del personale infermieristico e degli operatori socio-sanitari attraverso aumenti salariali e il riconoscimento del loro ruolo.
Il sindaco conclude con una visione per il futuro, suggerendo di ripensare la sanità partendo dai territori e recuperando il modello delle USL.
Per Sanna, è necessaria una riforma culturale e politica del sistema sanitario che restituisca alla sanità la sua missione di diritto universale, gestito da chi vive accanto ai cittadini.
Le parole di Pierluigi Sanna evidenziano una crisi sistemica che riguarda tutto il Paese, mettendo a rischio l’idea stessa di sanità pubblica.
“La sanità non è un’azienda e non accetteremo mai la privatizzazione del Valmontone Hospital”
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