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Sigilli e sequestri a Frosinone, Latina e Rieti

Nella tarda serata odierna, un’operazione della Polizia di Stato ha portato all’esecuzione di un sequestro preventivo di beni per oltre cinque milioni di euro a San Basilio, Roma, e nelle province di Rieti, Latina e Frosinone. L’operazione è collegata, secondo gli inquirenti, ai gruppi che gestiscono la “piazza della coltellata”, nota anche come “Bar della coltellata”.

Il decreto è stato emesso dal Tribunale di Roma su proposta congiunta del Procuratore di Roma, tramite DDA, e del Questore, nell’ambito delle misure di prevenzione previste dalla normativa antimafia. L’obiettivo, secondo quanto riportato, è colpire il patrimonio accumulato attraverso attività illecite, come lo spaccio di droga, che vengono reinvestite in immobili, società, attività commerciali e altri beni.

Il sequestro ha interessato tre società con sedi fra Roma e Bracciano, una ditta individuale, 25 immobili distribuiti fra Roma e vari comuni laziali (fra cui Ardea, Nettuno, Guidonia, Aprilia e Borgorose), oltre a auto e moto. Sono stati inoltre sequestrati 45mila euro in contanti e due orologi Rolex, già oggetto di sequestro preventivo. Secondo gli inquirenti, i beni sequestrati sarebbero frutto di intestazioni fittizie e reinvestimenti legati ai proventi dello spaccio.

Le attività hanno coinvolto anche altri comuni dell’area metropolitana, con il supporto delle Questure di Rieti, Latina e Frosinone. Questo, secondo quanto riferito, indicherebbe che il denaro illecito viene reinvestito in beni come case, terreni e società immobiliari al fine di essere “ripulito”. L’operazione mira a privare i gruppi criminali della loro base economica.

Per i residenti di San Basilio, la “piazza della coltellata” rappresenta un punto critico, spesso associato a violenza e spaccio. Colpire i beni, oltre alle persone, mira a spezzare la continuità organizzativa, riducendo liquidità e mezzi. Si prevede inoltre un effetto positivo per i commercianti e gli imprenditori regolari, proteggendoli dalla pressione dei capitali illeciti.

Dal punto di vista giudiziario, il sequestro preventivo è un passaggio verso la confisca dei beni. Secondo quanto riportato, la misura è finalizzata alla confisca e si inserisce in un percorso che valuta pericolosità sociale e sproporzione patrimoniale. L’operazione, secondo quanto riferito, intende dimostrare che lo Stato contrasta lo spaccio non solo a livello operativo, ma anche economico, colpendo i patrimoni illeciti.

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