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Libano: una speranza per il futuro

Il Libano, pur nella sofferenza, offre un messaggio di speranza, incarnato dai giovani che credono nella pace e dalle famiglie che superano le differenze di fede per accogliere i bisognosi. Lo ha sottolineato il caporedattore, riflettendo sulle parole di Papa Leone XIV.

La possibilità di convivenza tra persone di fedi diverse e la fraternità che supera i confini etnici e le divisioni ideologiche sono elementi centrali per il Libano, la “Terra dei messaggi”, che continua a indicare possibilità concrete e un percorso verso la pace.

Papa Leone ha ribadito che la speranza nel Libano e nei suoi giovani, che non si arrendono alla guerra e all’odio, rappresenta la via per costruire un futuro.

“Hai speranza! Hai tempo! Hai più tempo per sognare, pianificare e fare il bene. Lo sei adesso e il futuro sta già prendendo forma nelle tue mani! Hai lo zelo per cambiare il corso della storia! Il vero opposto del male non è il male, ma l’amore, un amore che può guarire le proprie ferite nello stesso tempo in cui guarisce le proprie.” Medicare le ferite degli altri. “

Alcuni testimoni hanno parlato di questo amore gratuito, capace di curare le ferite altrui. Nelle ferite degli altri riconosciamo le nostre e, soprattutto, nel sofferente possiamo riconoscere il volto di Dio. Ellie, ad esempio, ha visto i suoi piani crollare durante la crisi economica del Paese e ha perso tutto, ma ha scelto di non emigrare, dicendo: “Come posso partire quando la mia patria soffre?”.

Significativa anche la storia di Gioele, che ha incontrato Achille, una ragazza libanese musulmana del sud del Libano, durante un incontro di preghiera a Taizé. Quando il villaggio di Achille è stato bombardato, la sua famiglia ha trovato rifugio da Joel. Joel e sua madre hanno affermato: “Le differenze religiose non sono mai state una barriera… Vivevamo in profonda armonia… Ho capito una verità fondamentale: Dio non vive solo tra le mura di chiese e moschee. Dio si rivela quando cuori diversi si incontrano e si amano come fratelli e sorelle”.

La madre di Achille, Loukaya, ha raccontato: “La madre di Joel mi ha aperto la porta e ha detto: ‘Questa è casa tua’. Non mi ha chiesto chi ero, da dove venivo o cosa credevo. … Ho capito che la religione non è proclamare, ma vivere nell’amore che trascende tutti i confini”.

Papa Leone ha identificato i fondamenti che rendono il Libano ciò che è stato e che mira a rimanere, sottolineando che “non devono essere semplici idee, contratti o principi morali”. Il vero principio della vita nuova e riconciliata è «la speranza che viene dall’alto, che è Cristo stesso. Gesù, il vivente, è morto e risorto per la salvezza di tutti gli uomini. Gesù vivo è il fondamento della nostra fiducia e il testimone della misericordia che libera il mondo da ogni male».

Il primo viaggio di Leone XIV, conclusosi martedì 2 dicembre con il suo ritorno a Roma, aiuta a comprendere il significato delle sue parole all’indomani dell’elezione. All’epoca, il nuovo Vescovo di Roma disse che chiunque eserciti autorità all’interno della Chiesa “deve scomparire affinché Cristo possa rimanere”. Queste parole si applicano a tutti coloro che predicano il Vangelo. Rivolgendosi ai leader delle altre Chiese cristiane e ai leader islamici, il Papa ha ricordato che questa terra è stata testimone di episodi del ministero pubblico di Gesù, riferendosi all’incontro e alla fede di una donna cananea che cercava la guarigione per sua figlia: “Qui la terra stessa diventa più di un semplice luogo di incontro tra Gesù e la sua madre supplicante, ma un luogo dove l’umiltà, la fiducia e la pazienza superano tutte le barriere e incontrano l’amore infinito di Dio che abbraccia ogni cuore umano”.

“Scomparire affinché Cristo rimanga” non significa ritirarsi in se stessi, costruire una comunità chiusa di “perfetti”, o dimenticare la logica di Dio nella piccolezza e inseguire sogni di potere e di grandezza basati sui numeri. “Svanire perché Cristo rimanga” significa, nonostante i nostri limiti, diventare strumenti dell’amore infinito di Dio, che abbraccia senza discriminazione ogni cuore umano e si sottomette agli ultimi, agli oppressi e agli afflitti. Questo hanno testimoniato i giovani del Libano davanti ai successori di Pietro venuti a incoraggiarli.

Speranza per il Libano e il mondo


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