Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che ritira gli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali, tra cui la UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change) e l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change). Le organizzazioni coinvolte si occupano di temi come clima, ambiente, diritti umani, educazione ed energia. La decisione è stata presa negli Stati Uniti.
L’ordine esecutivo prevede il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali, alcune delle quali collegate alle Nazioni Unite.
La questione della legittimità del Presidente degli Stati Uniti di ritirarsi unilateralmente da trattati internazionali come la UNFCCC, che richiederebbe l’approvazione del Senato americano, è oggetto di dibattito legale.
La decisione è interpretata come il culmine di una politica ostile verso la scienza e le azioni per il clima, iniziata con l’uscita dall’Accordo di Parigi.
Secondo alcune interpretazioni, le azioni di Trump rappresentano un tentativo di smantellare la ricerca scientifica sul cambiamento climatico negli Stati Uniti e di promuovere un’ideologia negazionista all’interno del governo.
Tra le azioni intraprese figurano licenziamenti, tagli al bilancio della NOAA (l’agenzia federale che si occupa di clima e oceani), la chiusura del National Center for Atmospheric Research (NCAR), la cancellazione di database scientifici e la censura di termini legati al cambiamento climatico in documenti governativi.
La UNFCCC è la convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, approvata nel 1992, in cui i governi di oltre 150 nazioni si dichiararono preoccupati per l’impatto delle attività umane sul clima e si impegnarono a stabilizzare le concentrazioni di gas serra.
La UNFCCC ha gestito i negoziati per la riduzione delle emissioni di gas serra, portando all’adozione del Protocollo di Kyoto del 1997 e dell’Accordo di Parigi del 2015. Le conferenze annuali sul clima (COP) sono l’organo decisionale della UNFCCC.
L’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) e il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) hanno fondato l’IPCC nel 1988 per fornire informazioni scientifiche sul cambiamento climatico ai paesi membri.
Oggi, 195 governi sono membri dell’IPCC. I rapporti dell’IPCC, redatti da centinaia di scienziati, forniscono la base scientifica per le politiche climatiche e i negoziati dell’UNFCCC.
I rapporti dell’IPCC vengono sviluppati attraverso cicli di scrittura e revisione. Il primo rapporto, del 1990, concluse che le attività umane stavano aumentando le concentrazioni atmosferiche dei gas serra e che la temperatura media superficiale era aumentata di 0,3 – 0,6 gradi centigradi.
Nel febbraio 2025, l’amministrazione Trump aveva già impedito a scienziati federali di partecipare a una riunione per la redazione di un rapporto IPCC. L’ordine esecutivo potrebbe ostacolare ulteriormente la partecipazione degli scienziati americani.
Gli Stati Uniti sono i maggiori contribuenti storici al fondo dell’IPCC. Dalla metà del XIX secolo, gli Stati Uniti hanno emesso più CO2 di qualsiasi altro paese, pari al 25% delle emissioni globali.
L’ordine esecutivo include anche l’uscita dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), che gestisce la Lista rossa delle specie minacciate.
Alcuni sostengono che il ripudio della cooperazione internazionale sia coerente con l’ideologia e la personalità di Trump.
L’ordine mondiale di Trump: un enorme “fottetevi tutti” rivolto al mondo intero
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