Il presidente del Consiglio si oppone alla decisione dell’Università di Bologna di non istituire un corso di filosofia per gli allievi militari dell’Accademia di Modena, definendola un atto lesivo degli obblighi costituzionali. L’Università di Bologna replica affermando di non aver mai rifiutato l’iscrizione a nessuno e che chiunque, militari compresi, può iscriversi ai suoi corsi. Il ministro dell’Università Bernini cerca di mediare, dichiarando chiuso il contenzioso e sottolineando l’importanza che il corso venga realizzato.
Il ministro dell’Università, Anna Maria Bernini, ha dichiarato che si terrà una conferenza per risolvere le polemiche legate alla mancata organizzazione di corsi di filosofia per i militari dell’Accademia di Modena. La questione è nata dal rifiuto dell’Università di Bologna alla proposta dell’Accademia di Modena di organizzare un corso di filosofia per i cadetti militari, come rivelato dal capo di stato maggiore dell’Esercito Carmine Masiello. Bernini ha affermato che nessuna autonomia universitaria può trasformarsi in un muro, sottolineando l’importanza di percorsi scientifici e umanistici per chi tutela il futuro del paese.
Bernini, presente a Modena, ha espresso la volontà di superare le divergenze che hanno coinvolto anche il presidente del Consiglio, Meloni, garantendo l’attuazione del corso e sentendosi rappresentativa dell’intero governo in questa posizione.
Il presidente Meloni ha definito la decisione del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna come un atto incomprensibile e gravemente sbagliato, minando gli obblighi costituzionali che sostengono l’autonomia degli atenei. Secondo Meloni, le università devono accogliere e rafforzare tutte le vie di miglioramento culturale, libere da pregiudizi ideologici, e questo rifiuto mette in discussione il ruolo dei militari nella difesa e sicurezza della Repubblica.
La questione è emersa durante l’Assemblea Generale di Restart a Bologna, dove il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Carmine Masiello, ha criticato l’ateneo per non aver attivato il corso di filosofia richiesto. Masiello ha affermato che l’Università ha agito per paura di militarizzare la facoltà. Diverse organizzazioni, tra cui il Cua (Comitato delle Università Autonome), si sono opposte alla creazione del corso, denunciando la militarizzazione delle università.
L’Università di Bologna ha precisato di non aver mai rifiutato l’ammissione di alcuno, sottolineando che chiunque sia in possesso dei requisiti necessari è libero di iscriversi ai corsi di studio dell’ateneo, compresi i militari. L’ateneo collabora già stabilmente con l’Accademia militare di Modena, assicurandosi posti nei corsi di laurea in Medicina veterinaria. La richiesta dell’Accademia era di rilanciare un corso di studi triennale in Filosofia destinato ai soli studenti ordinari, con attività svolte interamente presso la sede dell’Accademia. La Facoltà di Filosofia ha valutato preventivamente la sostenibilità dell’istruzione, la disponibilità degli insegnanti e la coerenza della formazione, ritenendo che le risorse necessarie superassero di gran lunga il costo del contratto educativo. Dopo approfondite discussioni interne, l’Università di Bologna ha comunicato tale decisione al preside dell’Accademia militare già lo scorso ottobre, indicandosi al contempo pienamente preparata per eventuali future discussioni.
Dopo le accuse di Masiello, il ministro Bernini ha raccolto il parere del Rettore dell’Università di Bologna, Giovanni Morari, il quale ha espresso la sua opinione affermando che non c’è libertà senza sicurezza, e non può esserci sicurezza senza una difesa nazionale preparata e capace di comprendere le complessità del nostro tempo.
Successivamente, Bernini ha incontrato il Generale Masiello e ha promesso il massimo impegno per riprendere al più presto la collaborazione esistente tra l’Accademia Militare di Modena e l’Università di Bologna.
Il ministro della Difesa Guido Crossetto ha espresso il suo timore per la “militarizzazione” delle università, assicurando che gli ufficiali sono pronti a proteggerle sempre.
L’incidente ha suscitato commenti politici, con membri del centrosinistra che hanno criticato il coinvolgimento del primo ministro. Nicola Fratoianni dell’Avus ha invitato il presidente Meloni a sostenere l’istruzione, l’università e la ricerca pubblica, mentre Alfredo D’Atore, dirigente universitario presso la Segreteria Pd, ha criticato Meloni per aver attaccato l’Università di Bologna, sottolineando l’importanza che i cadetti possano arricchire la propria formazione attraverso il percorso di studi filosofici.
Niente lezioni di filosofia per cadetti, Meloni contro Università di Bologna. Bernini: “Finirà sicuramente”
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