Un’indagine della Procura di Roma, condotta dai carabinieri, ha portato alla luce dettagli relativi al gruppo Facebook “Mia Moglie”, chiuso da Meta dopo numerose segnalazioni. L’amministratore del gruppo, dove 32.000 uomini si scambiavano immagini delle loro compagne senza il loro consenso, era un settantenne di Lecce, deceduto nel marzo 2025. Oltre all’amministratore, risultano coinvolti anche una donna di 52 anni e un ragazzo di 24 anni.
L’inchiesta è scattata a seguito di una serie di perquisizioni, disposte dalla Procura di Roma, durante le quali sono stati sequestrati dispositivi informatici. Questi verranno analizzati per accertare le responsabilità degli indagati.
Meta ha chiuso e cancellato il gruppo “Mia Moglie” per violazione della sua politica contro lo sfruttamento sessuale degli adulti, a seguito di segnalazioni di utenti e pressioni politiche. La scrittrice e attivista Carolina Capria ha commentato l’accaduto sul suo profilo Instagram, definendo la pratica come “stupro virtuale” data l’assenza di consenso nella condivisione delle immagini.
Capria ha espresso preoccupazione per le conseguenze che la diffusione di immagini non consensuali può avere sulle donne coinvolte.
Nel settembre 2025, gli investigatori hanno sequestrato i siti Phica.net e Phica.eu, segnalati per la distribuzione non consensuale di immagini, spesso prelevate dai social network o scattate in contesti privati.
Phica.net era attivo almeno dal 2010 e, nonostante le critiche e le denunce, ha visto un incremento di attenzione nel 2023 con una campagna di petizioni per la sua chiusura. L’incidente del gruppo Facebook “Mia moglie” nell’estate del 2025 ha portato a un aumento delle firme nella petizione, superando le 100.000, e a un incremento delle denunce da parte di donne che si sono riconosciute nelle immagini pubblicate.
Cerca gli amministratori del gruppo Facebook “Mia Moglie”; coinvolti anche donne e ragazzi
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