In vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi **Milano Cortina 2026**, la società civile italiana ha dato vita alla campagna “Olimpiadi aperte del 2026”, promossa anche da media internazionali. L’iniziativa mira a garantire trasparenza e accessibilità alle informazioni relative all’organizzazione e alla realizzazione dei giochi olimpici invernali.
Secondo Leonardo Ferrante, leader della campagna e membro della leadership liberiana, il lancio dell’iniziativa è previsto per il 2023, in un contesto di “paranoia e incertezza”. L’obiettivo è favorire l’avvio di un dialogo costruttivo con le istituzioni e gli enti coinvolti nell’organizzazione dei giochi.
L’iniziativa è sostenuta da diverse associazioni nazionali e promotori immobiliari, tra cui CIPRA Italia, CAI Club Alpino Italiano, Legambiente, WWF Italia, Italia Nostra, Mountain Wilderness Italia, Protect Our Winters Italia e una serie di realtà territoriali in Veneto, Trentino Alto Adige e Lombardia. Ferrante sottolinea come la creazione di una rete così ampia sia un risultato significativo, evidenziando la condivisione di un obiettivo comune.
La campagna mira a promuovere il “diritto di sapere” attraverso la creazione di portali dati pubblici e accessibili, contenenti informazioni aggiornate su costi, tempi, procedure, dichiarazioni formali, fonti di finanziamento, decisioni procedurali e ambientali.
In futuro, la Società Infrastrutture Milano Cortina (SIMICO) diventerà operativa nell’ottobre 2024. Open Milano Cortina 2026 si baserà sui dati preoperati dal piano approvato dal DPCM di ottobre 2023.
Ferrante evidenzia che il portale dati rappresenta una fonte prioritaria per giornalisti, attivisti e cittadini interessati a conoscere i dettagli relativi alle opere e allo stato della spesa.
Il SIMICO 26 Infra Piano Upgrade prevede 98 linee di avanzamento programmate per gli eventi olimpici. Al momento, lo stanziamento di intervento realizzabile fino all’inizio dei giochi è del 40,8% (40 operazioni), per un valore economico di 783 milioni di euro. Il restante 59,2% degli interventi (58 operazioni) rappresenta perdite finanziarie per 2.766 milioni di euro e si prevede che dia risultati nella fase successiva dell’evento o come evidenza del progetto.
Ferrante sottolinea la mancanza di informazioni relative alle spese delle Regioni, dei Comuni e dei privati, auspicando che la campagna possa contribuire a garantire un servizio di gestione della spesa pubblica più trasparente.
Elena Chicarello, direttore di Lavia Rivera, sottolinea come la trasparenza sia stata spesso “vittima sacrificale della Retorica del Successore” nel racconto pubblico di Milano Cortina. Aggiunge che sono stati scoperti documenti e rendicontazioni che non erano mai stati prodotti, come la prima relazione al parlamento del Consiglio olimpico.
La campagna Open Olympics mira a promuovere la cooperazione, il monitoraggio civico e l’accesso ai documenti e alle informazioni rilevanti.
Ferrante sottolinea che l’azione della rete non si esaurirà con la chiusura dei giochi, ma continuerà a monitorare la gestione della spesa pubblica anche in futuro.
La campagna **Olimpiadi Aperte** emerge come una risposta alla crisi strutturale legata a costi incerti e a scandali di corruzione che hanno colpito diverse edizioni dei Giochi Olimpici.
Ferrante afferma che l’obiettivo condiviso è affermare un principio semplice: non deve essere assunta alcuna decisione su opere e interventi senza trasparenza fin dall’inizio, già nella fase di formazione delle scelte.
Secondo Ferrante, la vera eredità civica delle Open Olympics 2026 è quella di rendere responsabilità e trasparenza elementi imprescindibili nell’organizzazione di grandi eventi come i Giochi Olimpici.
Milano-Cortina 2026: come la società civile monitora costi e appalti delle Olimpiadi
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