monumenti aperti 25 edizione

MONUMENTI APERTI XXV EDIZIONE

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Conclusa la  XXV edizione di Monumenti Aperti, curata e coordinata dall’associazione Imago Mundi OdV. Per il suo settimo fine settimana è arrivata a Selargius, Uta, Castelsardo, Ossi e Tissi e Padria.

Nel comune di Selargius oltre all’itinerario Antichi portali selargini si son potuti visitare sette monumenti e partecipare a un itinerario.

Quattro i monumenti aperti:

Il santuario di San Lussorio ritenuto il martiryum del santo, che la tradizione la ricorda come Sa Cresia de is Santus, perché vi sono venerati anche i martiri bambini Cesello e Camerino;


L’Ex Caserma Cavalleggeri – SEMÙ Selargius Museum, noto come Carcere Aragonese, è uno dei più antichi edifici selargini;

La Chiesa di San Giuliano edificata in stile romanico tra il XII e il XIII secolo, è forse intitolata al Santo Ospitaliere, patrono dei viandanti, come sembrerebbero indirizzare le pitture trovate al suo interno e un’insegna da pellegrino rinvenuta durante scavi archeologici;

La Chiesa di Sant’Antonio Abate, racchiusa in una piccola corte che occupa lo stesso sito di una più antica chiesetta, risalente alla seconda metà del 1600 e smembrata, forse, nel 1786 per il rifacimento dell’altare maggiore.

A Uta invece tre i monumenti aperti: 

L’Edificio Scolastico “G. Garibaldi”: il cui progetto fu affidato a Riccardo Simonetti, ingegnere eclettico e raffinato interprete dei gusti della borghesia cagliaritana e del Campidano nella prima metà del XX secolo. Benché il progetto originario risalga al 1913, l’inizio dei lavori fu più volte rimandato così che nel 1925 l’Ing. Simonetti dovette aggiornare il progetto. L’edificio ispirato all’architettura rinascimentale, come dimostra la facciata in cui sono frequenti i richiami agli edifici classici cinquecenteschi, reinterpretati alla luce delle innovazioni in campo architettonico, venne realizzato soltanto nei primi anni ’30;

La Parrocchiale di Santa Giusta e campanile presenta le caratteristiche degli edifici di culto sardi realizzati in stile tardo-gotico di influenza catalana. Il primo impianto risale probabilmente alla seconda metà del XV secolo, e fu terminata nel XVI. Nei secoli successivi la chiesa ha subito poi ampliamenti e modifiche che l’hanno portata alla configurazione attuale senza però snaturare i caratteri originari. Durante l’itinerario, inoltre, sarà possibile visitare il campanile;


La Chiesa romanica di Santa Maria gioiello dell’arte romanica che si trova poco oltre l’abitato, immersa in un’atmosfera di pace e circondata dal verde. Fu edificata da maestranze toscane nella seconda metà del XII secolo.

Nei giorni della manifestazione, si sono tenuti due eventi voluti dall’ Associazione Culturale Consulta delle Donne presso l’Edificio Scolastico “G. Garibaldi”: Noi scolari della Scuola G. Garibaldi una mostra fotografica che ripercorre la storia delle scolaresche che dal 1931/32 ai giorni nostri hanno frequentato la scuola; mentre il Museo virtuale del territorio di Uta, è uno strumento nuovo e innovativo per scoprire le tracce della Storia presenti nel territorio.

Per una partecipazione alla manifestazione più picevole si è svolta anche Gusta la città con attività ricettive e di ristorazione che hanno aperto le giornate di Monumenti Aperti.

Per la prima volta la manifestazione è arrivata a Castelsardo, Ossi e Tissi, mentre Padria ha già partecipato per sette anni dove grazie alla volontà e l’impegno dell’amministrazione comunale e alla passione dei volontari, si potranno visitare 15 monumenti e partecipare a tre itinerari.

A Castelsardo son state visitabili:


Il Campanile e Concattedrale di Sant’Antonio Abate;

La Chiesetta del Purgatorio e la collezione di bolle vescovili;

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie e il Museo dell’intreccio Mediterraneo (Mim) e la fortezza dei Doria e il Museo delle origini Genovesi (Mog) ed il convento Francescano.

A Ossi:

La domus de janas di Littos Longos;

La chiesa di Santa Vittoria;

Il Palazzo baronale – museo etnografico  e il Nuraghe “Sa Mandra ‘e Sa Jua”.

A Padria:

Il Complesso Archeologico di Palattu, la Parrocchiale di Santa Giulia, il Museo Civico Archeologico e il Convento Francescano.

Infinea Tissi  il lavatoio, la Cooperativa agricola e l’Ipogeo Sas Puntas.

Castelsardo Campanile Sant’Antonio Abate
Ossi – Palazzo Baronale 2007
Padria Parrocchia Santa Giulia
Selargius Chiesa San Giuliano
Tissi Lavatoio
Uta Edificio scolastico G Garibaldi

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