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Mosca: Forte nevicata riporta la città alle sue origini

Mosca, 5 febbraio 2026. La capitale russa è alle prese con un inverno rigido, caratterizzato da abbondanti nevicate e temperature particolarmente basse. La situazione, che ha portato all’istituzione dello stato di emergenza, evoca atmosfere rilassate tipiche della fine dell’era sovietica.

L’inverno sta mettendo a dura prova la vita dei moscoviti. Abituati a inverni più miti, molti sono stati costretti a rispolverare abiti pesanti. Gli automobilisti sono alle prese con la neve che ricopre le auto e con il traffico congestionato.

Le strade, pavimentate con selciato dal sindaco Sergei Sobyanin, sono rese scivolose dal ghiaccio e dalla neve, creando disagi per i pedoni. Tuttavia, la città sembra non soffrire di problemi di riscaldamento o elettricità, a differenza di altre zone, in particolare quelle al confine con l’Ucraina.

Secondo alcune testimonianze, l’attuale situazione richiama alla memoria l’atmosfera degli anni ’70, un’epoca definita di “stagnazione”. L’inverno, con le sue **gelate e nevicate**, riporta alla mente scene di mezzo secolo fa.

Un tempo, i giovani sovietici trascorrevano il loro tempo libero guardando film classici, seguendo campionati di pattinaggio artistico e dedicandosi a sport invernali come l’hockey su ghiaccio e lo sci di fondo. Campi da gioco allagati si trasformavano in piste di pattinaggio grazie all’intervento dei custodi.

Oggi, la carenza di custodi, dovuta alla repressione dei lavoratori migranti provenienti dall’Asia centrale, ha portato all’impiego di cubani e indiani per la rimozione della neve. Molti di loro, reclutati attraverso programmi di “reclutamento organizzato” da paesi considerati “amichevoli”, si trovano ad affrontare la neve per la prima volta.

La mancanza di lavoratori uzbeki e di personale infermieristico proveniente dall’Ucraina orientale si fa sentire in molte famiglie russe. Nel frattempo, alcuni immigrati dell’Asia centrale hanno trovato impiego come corrieri.

In passato, i parchi di Mosca offrivano piste da sci e l’hockey era uno sport popolare. L’attrezzatura sportiva era spesso difficile da reperire. Le partite di hockey tra Unione Sovietica e Canada negli anni ’70 rappresentavano un’apertura verso l’Occidente, con la possibilità di conoscere stili di vita diversi attraverso programmi televisivi e pubblicità.

Anche quest’anno Mosca offre piste da fondo, piste di pattinaggio e aree sciistiche. Negozi specializzati vendono attrezzature di marca a prezzi elevati, accessibili solo ai più abbienti.

L’isolamento della Russia nel panorama internazionale ha comportato la sospensione delle competizioni di hockey con il Canada. La febbre per questo sport sembra essersi placata nei cortili di Mosca.

La mancanza di aspettative per le Olimpiadi invernali e la rimozione di un’enorme montagna di neve, soprannominata “Dune di Miuskaya”, da parte della polizia, che temeva potesse trasformarsi in proteste, sono ulteriori segnali del clima attuale.

Mosca è soffocata dalla neve, dal ghiaccio e dal freddo.

Le forti nevicate e le temperature fredde stanno costringendo i residenti a tirare fuori cappotti spessi e stivali caldi dagli angoli dei loro armadi.

Quest’inverno ha una presa ferrea su Mosca.

Le pietre del selciato sono gonfie.

I migliori film del cinema sovietico, divenuti poi dei classici, descrivevano la vita privata delle persone senza politica o lotte per i raccolti.

La nuova attrazione temporanea di Mosca sono le “Dune di Miuskaya”.

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