Papa Leone, durante l’udienza giubilare, ha esortato i fedeli a essere attenti ai segni dei tempi, sottolineando l’importanza della preparazione e dell’impegno nel riconoscere Gesù nel mondo e nella vita quotidiana.
Nelle sue catechesi, il Pontefice ha affermato che l’Avvento insegna a essere vigili. L’attesa del compimento della creazione e della sua salvezza non è passiva, ma un’occasione per partecipare attivamente all’opera di Dio.
“Dio ci coinvolge nelle sue storie e nei suoi sogni”, ha detto. “Quindi la speranza è partecipazione”. Ha poi ricordato il tema del Giubileo, “Pellegrino della speranza”, affermando che il suo significato perdurerà anche dopo la sua conclusione.
Il Papa ha esortato a non rimanere inerti, ma a camminare con speranza per tutta la vita, continuando ad attendere e partecipare attivamente. Richiamando il Vaticano II, ha ricordato l’importanza per i cristiani di “leggere i segni dei tempi”, individuando i segni di Dio nelle situazioni storiche.
“Dio non è fuori dal mondo, fuori da questa vita. Dalla prima venuta di Gesù, dove Dio è con noi, abbiamo imparato a cercare Dio nelle realtà della vita”, ha affermato Papa Leone, invitando a cercare Dio “con l’intelletto, con tutto il cuore, con le maniche rimboccate!”
Il Pontefice ha sottolineato come i laici cattolici siano particolarmente chiamati ad abbracciare questa missione, poiché Dio incarnato si manifesta nella vita quotidiana, nelle difficoltà e nelle gioie del mondo.
È stata ricordata la figura di Alberto Marvelli, giovane membro dell’Azione Cattolica Italiana del XX secolo, impegnato nella ricostruzione dell’Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale. Marvelli perse la vita, investito da un camion militare mentre si recava in bicicletta a una manifestazione.
“Il mondo diventa un posto migliore quando rinunciamo a un po’ di sicurezza e di conforto a favore del bene”, ha affermato il Papa, aggiungendo: “Questa è partecipazione”.
In conclusione, Papa Leone XIV ha invitato i cattolici a interrogarsi sulla propria disponibilità a mettere i propri talenti al servizio degli altri e del Regno di Dio. “La speranza è partecipazione. Questo è un dono che Dio ci fa”, ha concluso. “Nessuno può salvare il mondo da solo. Anche Dio non vuole salvare il mondo da solo. Dio potrebbe, ma non vuole, perché insieme siamo migliori.”
Il Papa in udienza: L’Avvento ci insegna ad aspettare con speranza attiva
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