Papa Leone ha incontrato in Vaticano, lunedì, una delegazione di cardiologi partecipanti al Corso di Rivascolarizzazione di Parigi. L’incontro è avvenuto nel contesto del Giubileo della Speranza. Il Pontefice ha sottolineato che la guarigione del cuore richiede scienza, compassione e responsabilità etica.
Papa Leone ha riconosciuto il contributo dei cardiologi al progresso della scienza e della pratica della medicina interventistica cardiaca, affermando che il loro lavoro si trova “all’intersezione tra scienza, compassione e responsabilità etica”.
Il Papa ha sottolineato che ogni pratica medica acquista il suo pieno significato quando è radicata nel “servizio alla vita”. Ha indicato la gentilezza di Cristo verso i malati come modello ispiratore per i professionisti medici nella cura dei più vulnerabili.
“Voi state cercando di guarire i cuori”, ha detto Papa Leone, sottolineando sia gli aspetti fisici che quelli simbolici della loro missione. Ha affermato che ogni battito del cuore affidato alla loro competenza ricorda che la vita resta «un dono e un mistero che deve sempre essere venerato».
Papa Leone ha poi incoraggiato il gruppo a rafforzare la cooperazione globale nei rispettivi campi, sottolineando l’importanza di condividere generosamente la conoscenza e garantire che le nuove cure non diventino privilegio di pochi. Ha sottolineato che i progressi negli interventi cardiovascolari devono rimanere accessibili “in particolare alle popolazioni povere ed emarginate”.
Concludendo il suo discorso, il Papa ha affidato il loro impegno al Sacro Cuore di Gesù, “medico dell’anima e del corpo”. Infine, Papa Leone ha espresso la speranza che la loro organizzazione continui a coniugare l’eccellenza scientifica con un genuino impegno al servizio dell’umanità, e poi ha pregato per “coraggio, perseveranza e gioia” nel loro impegnativo lavoro.
Papa ai cardiologi: La cura del cuore è sia fisica che spirituale
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