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Papa Leone: Abusi, non accogliere vittime è scandalo

Papa Leone ha concluso il Sinodo straordinario, tenutosi il 7 e 8 gennaio, con un discorso il cui testo integrale è stato pubblicato il 10 gennaio. Durante l’incontro, che si è svolto in Vaticano, sono stati affrontati temi come gli abusi nella Chiesa, l’importanza dell’ascolto e la necessità di proseguire il dialogo tra il Papa e il Collegio cardinalizio.

Nel suo discorso, Papa Leone ha sottolineato che “gli abusi stessi provocano ferite profonde che possono durare tutta la vita. Ma la maggior parte degli scandali nella Chiesa sono quelli in cui le porte sono chiuse, le vittime non sono accolte e l’intimità di un vero pastore è assente”. Ha poi condiviso la testimonianza di una vittima, evidenziando l’importanza dell’ascolto.

Il Papa ha invitato i cardinali a proseguire il lavoro iniziato dal Concistoro per approfondire la comprensione reciproca, rafforzare il dialogo e realizzare sinodi. Ha annunciato l’intenzione di “continuare” gli incontri, possibilmente una volta all’anno, ed eventualmente estenderli a tre o quattro giorni. Quest’anno, un secondo Concistoro è programmato per la fine di giugno, nei pressi della solenne sede di San Pietro e San Paolo.

Il Papa ha chiesto ai cardinali di presentare per iscritto le loro impressioni su quattro temi proposti: sinodi, missioni, liturgia e Costituzione, “sacerdoti evangelizzatori”. Si proponeva anche di condividere una valutazione complessiva del Concistoro e dei suoi “rapporti dei cardinali con il Papa e la Santa Sede”.

Il Papa ha promesso di “prendersi il tempo per leggere attentamente il rapporto e i messaggi personali, fornire feedback e risposte in seguito e continuare il dialogo”.

Nel suo discorso finale, il Papa ha definito il Concistoro “un momento privilegiato di espressione comune della missione della Chiesa nell’Eucaristia”, esprimendo la sua “profonda gratitudine” per la presenza e la partecipazione dei cardinali. Ha ringraziato in particolare i cardinali più anziani che si sono impegnati a partecipare, affermando che “la loro testimonianza è davvero preziosa”.

Allo stesso tempo, ha espresso solidarietà a coloro che per vari motivi non possono partecipare, dicendo: “Siamo con voi e ci sentiamo vicini! E aggiunge: Personalmente, durante i miei numerosi interventi, ho sentito un profondo senso di comunione e di sintonia con tutti voi”.

Il Papa ha riflettuto sui punti sollevati dai 20 gruppi linguistici durante i lavori, sottolineando l’importanza della formazione, che “deve essere radicata nella vita quotidiana e concreta delle chiese locali, delle parrocchie e dei luoghi importanti dove le persone, soprattutto quelle che soffrono, si incontrano”.

Il Papa ha ribadito che i temi della sinodalità e della missione sono “profondamente radicati in tutto il cammino scaturito dal Vaticano II e dal Concilio”. Ha sottolineato che “questo cammino è un processo di vita, di conversione e di rinnovamento per tutta la Chiesa”.

Papa Leone ha toccato anche il lavoro delle diocesi nello spirito di evangelizzazione dei vescovi al servizio della Santa Sede e di Chiese specifiche. La Costituzione Apostolica, pubblicata nell’ottobre 2022, sottolinea la necessità di “armonizzare meglio” il ministero della Santa Sede e il cammino dell’evangelizzazione.

Il Papa ha ribadito il suo impegno ai cardinali e all’intera Chiesa a fornire “relazioni e strutture di servizio che possano sostenere voi e le vostre Chiese locali per affrontare in modo più efficace le attuali sfide della missione”.

“Ciò si riferisce all’attuazione in corso del Sinodo, che costituirà una pietra miliare importante nella Conferenza Generale della Chiesa nel 2028”, ha continuato. Ha incoraggiato i cardinali a “andare avanti su questa strada” al servizio della missione della Chiesa e della predicazione del Vangelo.

Concludendo il suo discorso, Papa Leone ha sottolineato l’importanza di inviare speranza al mondo oggi, dicendo: “Non ci riuniamo qui per ignorare la realtà della povertà, della sofferenza, della guerra e della violenza che affligge molte Chiese locali. E qui, con loro nel cuore, diciamo che siamo loro vicini. Molti di voi provengono da Paesi che soffrono di violenza e guerra”.

Anche i giovani devono partecipare a questo cammino di speranza, ha affermato. La speranza sperimentata nell’anno giubilare appena concluso ci ricorda: “Abbiamo chiuso le nostre porte sante, ma ricordiamoci: la porta di Cristo e del suo amore è sempre aperta!”

Papa Leone: ‘Non accogliere le vittime degli abusi è uno scandalo’


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