Papa Leone, durante l’Angelus di domenica, ha espresso preoccupazione per diverse aree di crisi internazionale. In particolare, ha pregato per la pace in Iran, dove continuano le proteste, e in Siria, teatro di scontri tra truppe governative e forze curde ad Aleppo. Ha inoltre condannato gli attacchi russi contro i civili in Ucraina.
Dopo la preghiera dell’Angelus di domenica 11 gennaio, Papa Leone si è soffermato specificamente su due Paesi del Medio Oriente, Iran e Siria, affermando che “le persistenti tensioni stanno causando la morte di molte persone” e invitando alla pace e al dialogo.
Dalla fine di dicembre, in Iran si sono verificate nuove manifestazioni contro il regime, che si sono diffuse in molte province del Paese e sono state represse dalle forze di sicurezza. Negli ultimi giorni la Siria è stata teatro di diffusi combattimenti tra le forze militari e quelle curde nella città settentrionale di Aleppo.
Riguardo a questi due Paesi, il Papa ha auspicato e pregato affinché “il dialogo e la pace siano coltivati con pazienza nel perseguimento degli interessi comuni dell’intera società”.
Papa Leone ha ricordato anche la difficile situazione del popolo ucraino colpito dai bombardamenti russi. Ha lamentato che questi attacchi sono stati “particolarmente gravi, hanno preso di mira principalmente le infrastrutture energetiche, e il clima sempre più freddo ha colpito duramente i civili”.
“Prego per coloro che soffrono e invito ancora una volta a intensificare gli sforzi per porre fine alla violenza e raggiungere la pace”, ha affermato il Papa.
Mons. Hanna Jalouf, vescovo della diocesi di Aleppo, ha lamentato l’escalation degli scontri tra l’esercito siriano e le forze democratiche siriane nelle aree a maggioranza curda.
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