Papa Leone XIV ha incontrato i rappresentanti delle istituzioni che hanno collaborato all’Anno Santo, esprimendo la sua gratitudine per il loro “contributo multiforme, spesso nascosto” durante l’anno e incoraggiandoli a mantenere viva la speranza. L’incontro si è svolto sabato mattina nella Sala Paolo VI.
Papa Leone XIV ha iniziato la mattinata salutando tutti i funzionari e i membri delle istituzioni civili ed ecclesiastiche che hanno contribuito alla celebrazione dell’Anno Santo della Speranza. In particolare, il Pontefice ha espresso la sua gratitudine al governo italiano, alle forze dell’ordine, alle diocesi coinvolte e a molti altri.
Queste organizzazioni e istituzioni, ha spiegato, “hanno fornito un contributo multiforme, spesso nascosto, sempre impegnativo e pieno di responsabilità, grazie al quale più di 30 milioni di pellegrini hanno potuto partecipare al viaggio del Giubileo”.
Il Pontefice ha sottolineato come queste visite alla Porta Santa e alle tombe degli apostoli siano state un’esperienza concreta che non ha deluso le aspettative. Papa Leone ha ricordato che Sant’Agostino scrisse che “la speranza è necessaria per la condizione del pellegrino” e che, grazie a questi volontari, i visitatori hanno potuto riscoprire la speranza.
In particolare, il Papa ha posto l’accento sulla grande quantità di giovani che hanno visitato la città eterna da ogni angolo del mondo. Ha definito la loro testimonianza bella perché “pur essendo completamente diversi l’uno dall’altro, erano uniti e ordinati (questo anche grazie al vostro prezioso servizio!)”.
Ha poi affermato che tutti sono responsabili di questi giovani e del loro futuro. Ha quindi incoraggiato i volontari a interrogarsi, alla luce dell’esperienza del Giubileo: “Di cosa hanno veramente bisogno questi giovani? Dove possono trovare le vere risposte alle domande più profonde del loro cuore?”.
Per loro, è importante avere dei buoni esempi a cui rivolgersi per una guida sul cammino della santità. Ad esempio, si può guardare all’esempio di San Pier Giorgio Frassati e del Beato Carlo Acutis.
Nel decreto di indizione per l’apertura della Porta Santa nel 2024, Papa Francesco aveva fatto appello alla speranza con queste parole: “Lasciamoci stringere ancora dalla speranza. Che la speranza ci sia contagiosa, perché la speranza sia in tutti quelli che anelano alla speranza”.
Più di un anno dopo, il suo successore, Papa Leone, ha ripetuto quell’appello. Che sia, ha detto, “come un fecondo proseguimento del lavoro svolto, la missione che ci incombe”, affinché i buoni semi piantati nei nostri cuori possano continuare a crescere.
Infine, il Papa ha donato ai volontari “un piccolo segno di gratitudine, la croce dell’Anno Santo, una miniatura della croce su cui è raffigurato Cristo glorioso che ha accompagnato i pellegrini”. L’ha offerta loro per ricordare l’esperienza unica che avevano appena concluso.
“Vi benedico e vi auguro un felice anno nuovo. Grazie!”.
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