Il Cambridge Dictionary ha eletto “parasociale” parola dell’anno 2025, definendo così la sensazione di intimità che milioni di persone provano verso celebrità, podcaster e chatbot, i quali, però, non sono consapevoli dell’esistenza di questi fan. Il termine, coniato nel 1956 dai sociologi Donald Horton e Richard Wall, descriveva inizialmente il rapporto dei telespettatori con figure televisive.
Gli Swifties, ad esempio, vivono il fidanzamento di Taylor Swift e Travis Kelce come se fosse un evento personale. Questo fenomeno si estende agli influencer seguiti assiduamente e persino ai chatbot a cui ci si rivolge per consigli.
La peculiarità di queste relazioni è la loro unilateralità: l’intimità percepita non è mai ricambiata. Questa dinamica è definita in psicologia come parasociale.
Il Cambridge Dictionary ha motivato la sua scelta sottolineando l’aumento delle ricerche del termine, con un picco il 30 giugno, quando lo streamer di YouTube IShowSpeed ha bloccato un fan autodefinitosi “parasociale numero uno”.
Il fenomeno, tuttavia, non è nuovo. Già Lord Byron, dopo la pubblicazione de “Il pellegrinaggio di Childe Harold” nel 1812, fu sommerso dalla posta dei fan. Un altro esempio storico è la Beatlemania, con fan capaci di irruzioni nelle camere d’albergo dei musicisti.
L’avvento di Internet e dell’intelligenza artificiale ha amplificato le opportunità per lo sviluppo di queste relazioni asimmetriche. Colin Mackintosh, editore di Cambridge Dictionaries, ha affermato che “‘Parasociale’ riflette lo zeitgeist del 2025”.
Simone Schnall, psicologa sociale dell’Università di Cambridge, ha spiegato al Guardian come le relazioni parasociali abbiano modificato la cultura dei fan e la celebrità, un cambiamento accentuato dall’intelligenza artificiale. La fiducia calante nei media tradizionali ha spinto molti verso gli influencer, aprendo la strada a relazioni malsane, interpretazioni ossessive e lealtà tossiche.
Le relazioni parasociali possono avere risvolti positivi, offrendo conforto e stimolando la creatività, come nel caso dei fan che partecipano insieme ai concerti delle loro star. Tuttavia, possono generare false aspettative, lealtà tossiche e perdita di contatto con la realtà.
Un esempio tragico è il suicidio di Sewell, un quattordicenne della Florida, che si era isolato a causa di una relazione con un robot AI. La madre ha ritenuto responsabile Character Technologies.
Di fronte a questi rischi, 44 procuratori generali statunitensi hanno inviato lettere a 13 aziende che sviluppano chatbot basati sull’intelligenza artificiale, avvertendole della loro responsabilità nella creazione di meccanismi di protezione per i minori contro le “interazioni parasociali” dannose.
In definitiva, il termine “parasociale” rappresenta una nuova dinamica del mondo contemporaneo, in cui l’intimità sembra a portata di mano. La reazione a questo fenomeno, che sia creativa, confortante, responsabile o rischiosa, dipende da ogni individuo.
Il “Dizionario di Cambridge” sceglie “parasociale” come parola dell’anno
Il “Dizionario di Cambridge” sceglie “parasociale” come parola dell’anno
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