PELLET: PREZZI PIU’ CHE RADDOPPIATI DALLO SCORSO ANNO

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L’aumento del prezzo dovuto alla guerra russa in Ucraina, all’aumento della richiesta, alla diminuzione dell’offerta, ai trasporti da paesi più lontani e alla speculazione, come avviene per il gas. 

A gravare sulla stagione fredda, non solo bollette proibitive di gas e luce, ma è presente anche il rincaro eccezionale del costo del pellet.

Infatti, per chi possiede o volesse acquistare una stufa a pellet deve tener conto che il prezzo medio per un sacco di 15 kg continua ad aumentare e si attesta, attualmente, sui 12 euro; quando nel 2019 il prezzo medio era di 4,50 euro.

Per riscaldare un appartamento da 100 metri, una famiglia spenderà oltre 1300 euro nel 2022-2023, ovvero il doppio, rispetto all’anno precedente; inoltre, i rivenditori segnalano che per la prossima stagione ci sarà una disponibilità inferiore del 25-30%.

Sono diversi i fattori che hanno contribuito a questo grande aumento del costo del pellet. Il principale fattore è legato alla crisi energetica causata dal persistente conflitto tra Russia e Ucraina, perché l’Italia è un paese dipendente dagli altri per l’approvvigionamento di questo prodotto, in quanto importa il pellet che però deriva da scarti di lavorazione del legno provenienti anche dalla Russia, dall’Ucraina e dalla Bielorussia. Il pellet proveniente da altri paesi (Canada, Paesi scandinavi) costa comunque di più.

Inoltre, con l’aumento dei prezzi del gas naturale, in Italia anche il mercato del pellet ne sta risentendo: infatti per risparmiare sui costi del gas, molti italiani hanno preso la decisione di investire in una stufa a pellet per il riscaldamento della propria casa; ma questa scelta comporta l’aumento esponenziale della richiesta di pellet, il combustibile delle stufe e a tale aumento di domanda, molti produttori stanno privilegiando il mercato interno facendo lievitare i costi.

In aggiunta, tutti i prodotti di consumo sono in aumento a causa dei costi del trasporto, per il fatto che con il prezzo esagerato dei carburanti, anche il prezzo finale dei prodotti ha una tendenza sempre maggiore al rialzo.

Secondo Matteo Favero, responsabile area biocombustibili legnosi e certificazioni di AIEL – Associazione Italiana Energie agroforestali, per contribuire a risolvere il problema è necessario riportare l’aliquota IVA sulle compravendite di pellet al 10%, cioè al livello vigente prima che aumentasse al 22%. Inoltre, al lungo termine, è importante promuovere lo sviluppo di filiere di produzione nazionale per ridurre la dipendenza dalle importazioni di biocombustibili. Questo può essere reso possibile stimolando una selvicoltura attiva e sostenibile finalizzata ad aumentare i livelli di prelievo in foresta e in secondo luogo favorendo lo sviluppo dell’industria di prima lavorazione del legno, i cui scarti di produzione possono essere ulteriormente valorizzati trasformandoli in biocombustibili legnosi (pellet, cippato e legna da ardere).

Nonostante i rincari, scegliere una stufa a pellet per riscaldare le proprie case, rimane comunque una scelta economica oltre che amica dell’ambiente per il fatto che la produzione di emissioni di anidride carbonica è decisamente inferiore rispetto all’utilizzo di GPL o di gas naturale; inoltre il pellet non dovrebbe avere additivi chimici o sintetici ed essendo 100% naturale, può essere smaltito in giardino, disseminando le ceneri e utilizzandole come fertilizzante e questo produce una riduzione di emissioni di CO2 e di polveri sottili.

Ovviamente bisogna acquistare pellet di buona qualità e certificato e di non improvvisare sostituzioni con altri combustibili non compatibili con gli apparecchi perché il rischio è quello di rovinare l’apparecchio, aumentare le emissioni e le ceneri e compromettere la propria sicurezza. Attenzione anche alle inserzioni online sospette, infatti se il prezzo è simile a quello dello scorso anno diffidate perché è possibile si tratti di prodotti importati illegalmente e si rischia che il prodotto non arrivi, quindi delle vere truffe; per questo meglio affidarsi alla distribuzione specializzate.

Per il futuro, meglio acquistare in fase prestagionale, tra Maggio e Agosto perché i prezzi sono più bassi.

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