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Esselunga Torino: Ruba merce, risarcisce con 120€ ma l’azienda chiede di più

TORINO – Una donna è stata condannata a risarcire 120 euro per il furto di merce in un supermercato Esselunga a Torino, ma la catena di supermercati ha richiesto un risarcimento maggiore.

Il 23 dicembre 2025, una trentenne è entrata in un supermercato in corso Bramante e ha rubato quattro bottiglie di superalcolici e due paia di calze, occultandole nella borsa. La donna, secondo quanto riportato, era sotto effetto di stupefacenti. Un addetto alla sicurezza ha assistito alla scena e ha avvertito le forze dell’ordine.

La donna è stata fermata e arrestata all’uscita dal punto vendita. La merce è stata immediatamente recuperata, restituita e rimessa in vendita.

La procura di Torino aveva chiesto la condanna della trentenne a quattro mesi di reclusione per il furto. La donna è stata condannata al risarcimento di 120 euro, corrispondenti al valore dei prodotti sottratti. Il risarcimento è stato eseguito dopo la convalida dell’arresto.

Esselunga ha ritenuto la cifra di 120 euro non congrua al danno subito. In una lettera firmata da Marco Callegari e inviata al tribunale e all’imputata, la catena ha sostenuto che “L’importo, oltre al valore della merce deve comprendere il costo del personale di sorveglianza intervenuto, quello sostenuto per la verifica del prodotto recuperato e della sua integrità, nonché i costi di sicurezza per la gestione dell’intervento, oltre alle spese legali”.

La richiesta è stata avanzata al tribunale di Torino. Esselunga è stata assistita dall’avvocato Stefano Maria Corso.

La giudice Milena Chiara Lombardo, accogliendo le osservazioni dell’avvocato difensore Andrea Giovetti, ha ritenuto il risarcimento del tutto congruo. L’avvocato Giovetti ha dichiarato: “La richiesta di risarcimento non può essere un modo per ottenere facili guadagni. Certamente, Esselunga non può pensare di imputare alla mia assistita le spese dei propri legali, che retribuisce al di là del fatto per cui stiamo svolgendo questo processo, o degli addetti alla sicurezza, operativi al punto vendita indipendentemente dalla presunta commissione del furto. Di fatto, la mia assistita non ha arrecato alcun danno al supermercato. Non ha mai avuto autonomia sui beni sottratti ed è subito stata fermata. Trovo molto scorretto che ci sia chi cerca di guadagnare dalla situazione di difficoltà di una persona”.

Il reato è stato giudicato estinto e la donna è stata prosciolta.

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