Torino – Nel 2025 si sono registrate 1.093 vittime sul lavoro in Italia, di cui 798 in occasione di lavoro e 295 in itinere. I dati, diffusi dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering, evidenziano una sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente (+3 decessi totali).
L’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering richiama l’attenzione sull’emergenza, segnalando come edilizia, manifatturiero e trasporti restino i settori con maggiori fragilità nel sistema sicurezza. Il Piemonte emerge in questo quadro nazionale con un ruolo di rilievo.
Il Piemonte conta 65 vittime nel 2025, lo stesso numero dell’Emilia-Romagna. Lombardia (112), Campania (80) e Veneto (76) precedono la regione, che si conferma tra quelle con il maggior numero di decessi.
Nella zonizzazione dell’Osservatorio Vega, il Piemonte rientra in “zona arancione”, con un’incidenza degli infortuni mortali superiore alla media nazionale (33,3 morti per milione di lavoratori) ma non oltre il +25%. Liguria, Calabria e Veneto condividono questa area di criticità.
A livello nazionale, il settore delle Costruzioni è il più colpito, con 148 morti in occasione di lavoro, seguito da attività manifatturiere (117), trasporti e magazzinaggio (110) e commercio (68).
L’incidenza di mortalità più alta si registra tra gli over 65 (108,7 morti per milione di occupati), seguiti dai 55-64 anni (56,3). La fascia più colpita è quella tra 55 e 64 anni, con 300 vittime su 798 in occasione di lavoro.
Nel 2025 sono 98 le donne decedute per infortunio sul lavoro, 12 in più rispetto al 2024. 52 vittime sono avvenute in itinere, 18 in più dell’anno precedente.
L’indice di mortalità dei lavoratori stranieri è più che doppio rispetto a quello degli italiani (72,4 contro 28,8 morti per milione di occupati), con 251 vittime totali.
Le denunce totali di infortunio sono passate da 589.571 a 597.710 (+1,4%). Il numero più alto arriva dalle Attività manifatturiere (70.485 denunce), seguite da costruzioni e sanità.
Il lunedì risulta il giorno con più infortuni mortali (21,8%), seguito dal venerdì (20,6%).
“Questa apparente stabilità non può farci abbassare la guardia”, ha dichiarato Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Vega, sottolineando l’importanza di formazione continua, controlli, cultura della prevenzione e organizzazione del lavoro.
1.093 morti in Italia. Piemonte tra le regioni più colpite
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