Torino – La chiusura temporanea di Palazzo Nuovo ha generato disaccordo tra l’Ateneo e una parte del movimento studentesco. L’Università ha comunicato la sospensione delle attività per venerdì 23 e sabato 24 gennaio, adducendo come motivazione ragioni di sicurezza legate alle manifestazioni e ai cortei programmati per il fine settimana nel centro cittadino.
La decisione ha suscitato reazioni tra gli studenti. Il Collettivo Universitario Autonomo (CUA) ha diffuso una nota di contestazione attraverso i social media.
Secondo il CUA, la chiusura di Palazzo Nuovo sarebbe stata determinata anche per impedire lo svolgimento di una festa prevista per la serata di venerdì, un evento di musica e socialità collegato alla campagna “Aska è la mia città”. L’iniziativa mirava a creare “spazi di incontro e partecipazione fuori dalle logiche del consumo e del profitto”, con concerti live e dj set di artisti indipendenti.
Il collettivo ha definito il comportamento della rettrice “vigliacco, autoritario e inutilmente allarmista”, accusandola di essere “succube delle intimidazioni della Questura” e di voler “montare casi mediatici dal nulla”, esercitando pressioni sulle istituzioni cittadine.
In seguito alla chiusura dell’edificio universitario, l’evento è stato spostato al Laboratorio culturale occupato autogestito Manituana, ma la polemica persiste.
Per il CUA, la chiusura rappresenta un attacco agli spazi di socialità studentesca e un precedente nella gestione dell’ordine pubblico all’interno dell’Università. L’Ateneo ribadisce la necessità di tutelare l’incolumità di studenti, docenti e personale, in un contesto cittadino considerato potenzialmente critico nel fine settimana.
Sulla chiusura di Palazzo Nuovo, il CUA: “Comportamento vigliacco”
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