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Sicurezza a rischio e uso improprio dei locali

Torino – L’Università di Torino ha motivato la chiusura di Palazzo Nuovo, prevista per oggi, a causa della festa organizzata dal Collettivo Universitario Autonomo, ritenuta dall’ateneo fonte di “rilevanti rischi per la sicurezza”. La decisione è stata criticata da diverse organizzazioni studentesche.

L’Università ha diffuso una nota in cui spiega che, “analizzata la situazione e acquisito il parere dei Direttori di Dipartimento e di Scuola interessati, in assenza di riscontro alla formale richiesta di annullamento dell’evento, l’unica soluzione per impedirne la realizzazione non autorizzata ed evitare l’utilizzo improprio di locali non conformi alle norme di sicurezza previste per eventi di questa tipologia è stata quella di disporre la chiusura della sede di Palazzo Nuovo.”

La nota prosegue affermando che “nonostante i tempi stretti, l’Ateneo si è attivato per garantire la possibilità di ricollocare le attività didattiche e congressuali previste, assicurando così la continuità delle attività lavorative.”

L’ateneo sottolinea che “la decisione è maturata in un contesto profondamente diverso da quello che ha portato all’autorizzazione dell’assemblea al CLE e risponde coerentemente agli stessi principi che hanno motivato quella scelta: diverse sono state le modalità, poiché in quel caso, dopo un primo annuncio di assemblea non autorizzata, è stata successivamente richiesta l’autorizzazione ed è stato concordato un luogo idoneo, che ha risposto efficacemente anche a un’affluenza molto superiore a quella indicata in sede di richiesta. Diversa è anche la natura dell’iniziativa, che si configura come un concerto non autorizzato, potenzialmente ad altissima affluenza.”

Viene inoltre precisato che “resta fermo che, in entrambi i casi, Palazzo Nuovo risulta una sede inadeguata, anche in considerazione dei lavori di ristrutturazione attualmente in corso.”

L’Università conclude la nota affermando che “l’Università sta lavorando per individuare soluzioni più strutturate e condivise per la gestione di questo tipo di emergenze e di richieste, in linea con l’idea di un’Università aperta al territorio e ai giovani, ma nel rispetto prioritario della sicurezza, della tutela della comunità universitaria che in questi spazi vive e lavora e del mandato istituzionale al quale l’Ateneo è chiamato.”

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