A Crans-Montana, in Svizzera, un incendio scoppiato il primo gennaio in un bar denominato Le Constellation è oggetto di indagine da parte della polizia. L’inchiesta mira a chiarire le cause del rogo, che ha provocato circa 40 vittime. I proprietari del bar, Jacques e Jessica Moretti, sono stati ascoltati dagli inquirenti.
Secondo quanto emerso dalle prime indagini, una porta di servizio del locale era **verrouillée**, ovvero chiusa a chiave dall’interno. Jack Moretti ha riferito agli investigatori di aver scoperto, dopo il dramma, che la porta **non era indicata come uscita di sicurezza**.
Un altro elemento al centro dell’attenzione degli inquirenti è la natura di una **mousse antibruit** (schiuma fonoassorbente) presente nel locale. Si ipotizza che l’incendio possa essere stato innescato da una candela o da scintille entrate in contatto con questo materiale.
Jessica Moretti ha spiegato che nel loro bar era consuetudine aggiungere uno **scintillante** alle bottiglie servite ai clienti. Jacques Moretti ha aggiunto che questa pratica era in uso da dieci anni senza aver mai causato problemi. Tuttavia, ha precisato che le scintille utilizzate non erano sufficientemente potenti da incendiare la schiuma fonoassorbente, ipotizzando che ci sia **qualche elemento diverso** all’origine dell’incendio.
Inoltre, è emerso che nel bar erano presenti minorenni, circostanza che, secondo Jacques Moretti, sarebbe dovuta a **cause di forza maggiore**.
La coppia è sospettata di «omicidio colposo, rinvenimento colposo di cadavere e accensione colposa». Al termine delle indagini, il pubblico ministero del Vallese deciderà se archiviare il caso o procedere con un’incriminazione in vista di un eventuale processo.
Dichiarazione di proprietà della Constellation da parte della polizia
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