Povertà, famiglia e minori, dove il governo fallisce

Il 16 ottobre il consiglio dei ministri ha presentato la finanziaria e ha riconfermato una serie di misure di sostegno alle famiglie e alle donne che hanno più di un figlio. “Noi vogliamo stabilire che una donna che mette al mondo almeno due figli ha già offerto un importante contributo alla società e quindi lo stato in parte compensa pagando i contributi previdenziali”, così la presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni in conferenza stampa.

Nella legge di bilancio un miliardo di euro è destinato al sostegno alla natalità. Tra le misure previste c’è la riconferma dell’assegno unico e l’estensione del congedo parentale facoltativo, l’aumento del fondo per gli asili nido con l’obiettivo di renderlo gratis per il secondo figlio e un taglio alle tasse per le donne lavoratrici con almeno due figli. Non è stato invece riconfermato il taglio dell’iva sui prodotti per la prima infanzia, che era presente nella finanziaria del 2022.

Dai dati ISTAT sulla povertà pubblicati il 25 ottobre si comprende quanto la povertà assoluta continua a colpire in modo marcato i minori. Nel 2022, la povertà assoluta in Italia interessa quasi 1 milione 269 mila minori (13,4%, rispetto al 9,7% degli individui a livello nazionale); l’incidenza varia dall’11,5% del Centro al 15,9% del Mezzogiorno. Rispetto al 2021 la condizione dei minori è stabile a livello nazionale, ma si colgono segnali di peggioramento per i bambini da 4 a 6 anni del Centro (l’incidenza arriva al 14,2% dal 9,3%) e per quelli dai 7 ai 13 anni del Mezzogiorno, per i quali si arriva al 16,8% dal 13,8% osservato nell’anno precedente.

Vogliamo smontare la narrativa per cui la natalità è un disincentivo al lavoro. Vogliamo incentivare chi mette al mondo dei figli e vuole lavorare”, ha aggiunto Meloni, parlando con i giornalisti. In Italia la natalità è tra le più basse d’Europa da decenni: il 2% in meno dell’anno precedente, toccando un nuovo minimo storico, con un saldo naturale negativo di 320mila unità. Il numero medio di figli per donna è sceso da 2,66 nel 1964 a 1,24 nel 2020.

Nel 2022, la povertà assoluta in Italia interessa quasi 1 milione 269 mila minori (13,4%, rispetto al 9,7% degli individui a livello nazionale); l’incidenza varia dall’11,5% del Centro al 15,9% del Mezzogiorno.
Rispetto al 2021 la condizione dei minori è stabile a livello nazionale, ma si colgono segnali di
peggioramento per i bambini da 4 a 6 anni del Centro (l’incidenza arriva al 14,2% dal 9,3%) e per quelli
dai 7 ai 13 anni del Mezzogiorno, per i quali si arriva al 16,8% dal 13,8% osservato nell’anno precedente. Le famiglie in povertà assoluta in cui sono presenti minori sono 720mila, con un’incidenza dell’11,8% (era l’11% nel 2021). Le famiglie di altra tipologia con minori, ossia quelle famiglie dove frequentemente convivono più nuclei familiari, presentano i valori più elevati dell’incidenza (23,0% contro 15,6% delle altre tipologie familiari nel loro complesso).
La diffusione del fenomeno aumenta al crescere del numero di figli minori presenti in famiglia (6,5% per
le coppie con un figlio minore, 10,6% per quelle con due figli minori e 21,0% per le coppie con tre o più
figli minori) ed è significativa tra le famiglie monogenitore con minori (13,3%). Tutte le tipologie di questo
sottoinsieme presentano valori stabili rispetto al 2021.Tuttavia, l’intensità della povertà delle famiglie
con minori, pari al 20,6% è superiore a quella del complesso delle famiglie povere (18,2%), a
testimonianza di una condizione di marcato disagio.


L’incidenza della povertà tra le famiglie con minori varia molto a seconda della condizione lavorativa e
della posizione nella professione della p.r.: 9,4% se occupata (15,6% se operaio) e 22,8% se non
occupata (28,1% se è in cerca di occupazione).


Anche la cittadinanza gioca un ruolo importante nel determinare la condizione socio-economica delle
famiglie con minori. Si attesta al 7,8% l’incidenza di povertà assoluta delle famiglie con minori composte
solamente da italiani, mentre arriva al 36,1% per le famiglie con minori composte unicamente da
stranieri (è il 30,7% nel caso più generale in cui nella famiglia con minori ci sia almeno uno straniero).
L’incidenza di povertà assoluta per le famiglie con minori è più elevata nei comuni centro delle aree
metropolitane (12,3%), mentre si osservano valori simili per i comuni periferia dell’area metropolitana
e i comuni oltre i 50mila abitanti (11,6%) e per i comuni più piccoli, fino a 50mila abitanti, dove è pari
all’11,7%.

Il governo della famiglia tradizionale ha fallito nella sua missione principale: quella di tutelare la natalità e proteggere i minori.

Autore

2023-10-28